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Spettacoli lunedì 22 giugno 2020 ore 17:57

La Festa del Teatro 2020 più forte del Covid

Giunta alla 74esima edizione, la grande rassegna in piazza Duomo non si ferma neanche nell'anno della pandemia. Otto spettacoli a luglio



SAN MINIATO — La Festa del Teatro di San Miniato giunge alla sua 74esima edizione in un momento particolare per l'Italia e per il mondo: l'emergenza dettata dalla pandemia da Covid-19 che ha imposto cambiamenti importanti sotto il profilo della vita sociale e la sicurezza delle comunità.

Pur con tutte le limitazioni che questa situazione comporta il Cda della Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato, guidata da Marzio Gabbanini, ha fatto una scelta carica di significati: il Teatro dei Cielo non si ferma; anzi oggi più di ieri la sua forza interrogativa sulle coscienze degli uomini può essere un elemento rilevante anche per superare questa fase difficile che investe molti aspetti della dimensione umana. 

Il "Dramma" adegua così la sua formula alle disposizioni governative per il contenimento del contagio, ma alza comunque il sipario proponendo una rassegna di alto profilo composta da otto spettacoli che, nel mese di luglio, saranno rappresentati sulla scena sacra di Piazza del Duomo a San Miniato. 

Non ci sarà quello che, tradizionalmente, dal 1947 ad oggi, è sempre stato lo spettacolo principale in quanto la consueta affluenza di pubblico non consentirebbe un adeguato rispetto delle norme vigenti e, soprattutto, le attuali normative non permettono la presenza sul palco di un numero considerevole di attori, di fatto impedendo anche l’attività della produzione dello spettacolo. Ma ci sarà teatro, importante, qualificato, con una rassegna legata al tema della sicurezza che ha guidato per tutto l'anno gli appuntamenti de “I venerdì del Dramma” offrendo riflessioni sui suoi molteplici volti.

Si comincia il 5 luglio con un lavoro scritto da Alessandro Benvenuti, "Panico ma rosa. Diario di un non intubabile - Studio" che trasforma in teatro un tema attualissimo: 59 giorni di lockdown. 59 pagine di diario che raccontano l’isolamento obbligatorio di un autore attore privato del suo naturale habitat, tra sogni e bisogni, ricordi e crudeltà, fantasie e humor. "Albania casa mia" è la rappresentazione del 8 luglio nel quale si rievocano i giorni del febbraio 1991 quando il regime comunista, dopo 45 anni di controllo del Paese, cede sotto il malcontento del popolo. In questo clima di dolore e liberà si racconta una grande storia d'amore. "La storia della colonna infame", il più grande romanzo italiano sulla giustizia, è la scelta per il 10 luglio, mentre "L’Abisso" di e con Davide Enia sarà in scena il 13 luglio: una storia di sofferenza e rabbia sullo sfondo della tragedia degli sbarchi sulle coste del Mediterraneo, a Lampedusa. "La vita salva" è un ensamble di storie in programma per il 17 luglio, mentre "Non plus ultras" il 20 luglio racconta della violenza negli stadi, ponendo importanti interrogativi attorno al tema della sicurezza sociale. Il "Canto per la terra ferita", il 23 luglio, avvia la Festa del Teatro 2020 verso la conclusione raccontando di emergenza ambientale e sopravvivenza. Il Dramma chiuderà il Sipario con Matteo Corradini, il 27 luglio, con la prima assoluta de "Il muro / The block”. Il muro è una azione del volley. Ma qui diventa qualcosa di più forte. I personaggi in scena si interrogano sui muri che hanno dentro, su cosa non gli permette di essere liberi e ai tentativi di provare ad abbatterli.

La Festa del Teatro è sostenuta in modo determinante dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e vede, anche quest'anno, l'importante vicinanza di Banca Crédit Agricole Italia e della Tecnoambiente Spa.



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