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mercoledì 22 agosto 2018

Politica lunedì 07 maggio 2018 ore 10:30

"La nuova Società della salute l'ha voluta Rossi"

Il Partito democratico replica così a Liberi e Uguali, che ha sollevato dubbi sul futuro dei servizi socio assistenziali nel Valdarno Inferiore



CASTELFRANCO DI SOTTO — I Comuni di Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull'Arno, Montopoli in Val d'Arno e San Miniato stanno ratificando l'accorpamento della Società della salute del Valdarno Inferiore con quello dell'Empolese Valdelsa. Si tratta di un progetto di riorganizzazione voluto dalla Regione, attorno al quale non mancano polemiche. 

Leu, nei giorni scorsi, ha duramente criticato la cancellazione della Sds del Valdarno Inferiore, prefigurando un declino dei servizi socio assistenziali nei territori dei quattro Comuni. Di seguito la replica del Pd.

"Il percorso della Riforma sanitaria Regionale, approvata a dicembre del 2015, ha visto un lungo e partecipato iter nei consigli comunali, spesso presentata direttamente dal Governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, oggi esponente di spicco di LEU e con un percorso condiviso con Anci Toscana. La ridefinizione degli ambiti territoriali è strettamente collegata e voluta dalla sopracitata Legge Sanitaria Regionale che prevedeva un’unica zona distretto dei 15 comuni del Valdarno e dell’Empolese Valdelsa, andando a ricostruire una continuità geografica uguale a quella della ex Asl 11. E’ per questo motivo che sono stati presentati nei consigli comunali, preceduti da commissioni consiliari, il progetto di fusione e la bozza dello statuto e della convenzione della futura Società della salute dell’Empolese Valdarno Valdelsa, documenti questi ultimi che verranno approvati entro la fine di giugno. In questo primo passaggio istituzionale è curioso come gli esponenti di LeU si siano espressi in maniera difforme all’interno dei Consigli comunali dei quattro comuni

Ci pare pretestuoso infatti oggi voler fare dei distinguo sui documenti approvati: tutti i comuni si sono espressi solo e soltanto sul progetto di fusione, a cui erano allegati documenti già conosciuti e approvati in altra sede. Non è una novità che il piano degli investimenti in materia sanitaria, viene proposto dall’Azienda Sanitaria e approvata in conferenza dei Sindaci, oggi come negli ultimi 20 anni. I documenti approvati e gli impegni sottoscritti tra i Comuni e l’Azienda Sanitaria, in ambito di conferenza dei sindaci, sono e rimangono gli stessi e l’attenzione al rispetto degli stessi c’era, c’è e ci sarà.

Quello che ci stupisce è che ad una parziale conoscenza delle attività della Società della salute, ovvero le politiche socio-assistenziali e socio –sanitarie, invece di provare a capire e a cogliere la sfida della riorganizzazione che ci chiede la Regione, si cercano elementi, che se pur da migliorare come i costi dei ticket o la concorrenza con la sanità privata, nulla hanno a che vedere con le competenze e i servizi che svolge la società della salute sul territorio.

Non ci può spaventare a prescindere l’idea di unirsi con altri comuni e territori per gestire servizi più efficienti ed omogenei e non sarà certo la mera suddivisione in quote più o meno grandi che faranno la differenza sulla riorganizzazione dei servizi, tanto più che anche nella Sds Valdarno Inferiore, l’Asl contava già per il 33%, cosi come previsto da legge.

Quello che stupisce ancora di più è l’idea che si vuol far passare del disimpegno dei Sindaci e dei Comuni nei confronti di una materia così delicata, come i servizi socio-assistenziali e socio sanitari direttamente gestiti e organizzati dalla società della salute e i servizi sanitari.

La sfida è quella di continuare a gestire come Società della salute tutti i servizi fino ad oggi erogati e costruire un soggetto più forte e professionalmente preparato ad allargare il recinto delle proprie competenze e raggio di azione, puntando anche a gestire servizi che fino a ieri erano di tipica competenza sanitaria, con una piena responsabilità dei Sindaci, altro che delega in bianco!"



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