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Attualità venerdì 20 novembre 2015 ore 10:00

Da piccola emittente a grande network regionale

Quella che fu Radio Pisa, Radio Quattro e ora Radio Bruno Toscana festeggia i suoi quarant'anni di attività. Ma la famiglia Bolognesi guarda oltre



CASTELFRANCO — Quando quel 15 novembre 1975 iniziarono a trasmettere con la prima antenna montata in mezzo a delle abitazioni a Castelfranco, forse nessuno – neppure i fondatori Franco e Remo Bolognesi – avrebbe mai pensato di poter arrivare a festeggiare quarant'anni di attività e un network radiofonico di portata regionale.

E invece la famiglia Bolognesi e l'odierna Radio Bruno Toscana a quel traguardo ci sono arrivati davvero, partendo da lontano, come avanguardisti a quel tempo e professionisti del settore ancora oggi.

Dopo la grande festa di lunedì scorso al Sombrero di San Miniato, alla quale hanno preso parte circa 500 persone oltre ai sindaci Vittorio Gabbanini, Gabriele Toti e Giulia Deidda, la redazione di QuiNewsCuoio ha deciso di ripercorrere insieme all'attuale responsabile Maurizio Bolognesi i passaggi più salienti della storia dell'emittente.

Com'è nata l'avventura?

“E' nata il 15 novembre 1975 da un'idea di nostro padre e nostro zio, imprenditori conciari che per puro hobby vollero lanciarsi in quest'esperienza, la prima a nascere in Toscana e la tredicesima in Italia. Partirono con il nome di Radio Pisa, ma quando nel 1988 chiamarono da RMC a Castelfranco lo speaker Riccardo Heinen da RMC, si fecero convincere che se davvero erano intenzionati a trasmettere in tutte le province toscane non potevano rimanere ancorati a un nome che richiamava solo il territorio pisano. E così, visto che all'epoca esisteva già Radio1, Radio2 e stava nascendo Radio3, pensarono di chiamarsi Radio Quattro”.

E poi è stato tutto un crescendo?

“Cominciò come un divertimento e diventò un lavoro. Il settore conciario in quegli anni entrò in crisi e quindi la nostra famiglia pensò di dedicarsi a tempo pieno all'esperienza radiofonica che negli anni '80 ebbe un vero e proprio boom. Una flessione si ebbe poi nel decennio successivo con l'esplosione delle radio musicali, ed è lì che fummo bravi a reinventarci unendoci nel 2003 – e ufficialmente nel 2004 – a Radio Bruno”.

Se avete resistito per tutti questi anni, si può dire che quella di quegli anni fu una scelta vincente. Oltre a questo, quali sono stati a suo parere gli step che hanno reso importante l'attività dell'emittente?

“Dopo l'apertura nel 2008 della redazione a Ponte a Egola, un traguardo senza dubbio significativo è stato quello dello scorso luglio con l'inaugurazione della sede a Firenze. Un'apertura che abbiamo dedicato proprio a nostro padre e nostro zio che vedevano la possibilità di affacciarsi al capoluogo regionale come un sogno quasi irraggiungibile”.

Visti i numeri che contano già 500-570mila utenti giornalieri e oltre un milione e mezzo a settimana, quali sono gli obiettivi che Radio Bruno Toscana si pone per il futuro?

“Dopo Firenze perché non dovrebbero poter seguire anche altre tappe? Chissà.
Intanto, siamo ormai alla terza generazione della storia radiofonica della famiglia. Ancora non rientra minimamente nei nostri piani cedere la poltrona a figli e nipoti, ma certo ci affidiamo a loro per continuare per altri quarant'anni e più a trasmettere alle nuove generazioni. Noi, e molti che come noi fanno questo mestiere, ci riteniamo fortunati di poter svolgere una così bella professione e saremo ben contenti di continuare a farlo ancora per un bel po'”.

Anna Dainelli
© Riproduzione riservata


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