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martedì 11 dicembre 2018

PENSIERI DELLA DOMENICA — il Blog di Libero Venturi

Libero Venturi

Libero Venturi è un pensionato del pubblico impiego, con trascorsi istituzionali, che non ha trovato niente di meglio che mettersi a scrivere anche lui, infoltendo la fitta schiera degli scrittori -o sedicenti tali- a scapito di quella, sparuta, dei lettori. Toscano, valderopiteco e pontederese, cerca in qualche modo, anche se inutilmente, di ingannare il cazzo di tempo che sembra non passare mai, ma alla fine manca, nonché la vita, gli altri e, in fondo, anche se stesso.

DIZIONARIO MINIMO: Pubblicità progresso

di Libero Venturi - domenica 23 settembre 2018 ore 07:30

Ma che c’avrà mai l’avvenente Cindy Crawford, così balzellante e sculettante, cinquantadue anni ben portati a giro per Roma, per un po’ d’acqua e di tè San Benedetto, sia pur verde o alla pesca? Dice è una questione di bellezza: la sua di sicuro! Che poi ti guarda dallo schermo, ti fissa con quegli occhietti da cerbiatta e ti fa: «And You?».

«O Cindy, che ti devo dire? L’acqua, filtro quella del Sindaco così risparmio ed è buona uguale. Il tè l’ho bevuto: cattivo non è, ma quell’effetto non me lo fa! Sarà Pontedera? Sarà la pensione?».

Sono arrivati i nuovi spot del Mulino Bianco. Ora, va bene sfornare dolci, ma i nuovi testimonial Nicole Grimaudo e Giorgio Pasotti, tutti mossine e smorfiette, sono troppo sdolcinati! Stuccano, allappano. Arridateci Banderas e la gallina Rosita con la Finocchiaro che sgrana gli occhi allupati.

E che dire della confusione mentale del nipote del titolare del biscottificio Balocco che a volte lo chiama nonno e a volte signor Balocco! Che, oltretutto, lo rimpinza di calorie. Il capitalismo e l’industria dolciaria minano i rapporti familiari e la salute delle giovani generazioni.

Sbaglio o la voce che annuncia i nuovi episodi pubblicitari della Nutella è di Lella Costa? Mi pare di riconoscere il timbro e di sentirne l’impostazione, così professionalmente naturale. Se non è, mi scuso. Ha lo stesso cognome del maestro di teatro Orazio Costa e pensavo che fosse la figlia. Brava comunque, anche se l’unico che potrebbe fare davvero réclame alla Nutella continua ad essere Nanni Moretti con il barattolone, nel film “Bianca”. E poi che palle con quest’olio di palma, farà male davvero? Ma di qualcosa bisognerà pur vivere e morire! Non avevo mai capito che Nutella viene da “nut”, in inglese noce, nocciola. Geniale, il signor Ferrero! Certo, con il nome originario “Giandujot” o “Supercrema” s’andava poco lontano. Si restava a pie’ di fabbrica, ad Alba, Cuneo, tuttalpiù in Piemonte e dintorni. Geniale anche il fatto che, mancando nel dopoguerra il cacao, si pensò di supplire con le nocciole. Di necessità, italica virtù. Intanto alla Ferrero cercano novanta assaggiatori: giudici sensoriali. Un duro lavoro, dice il servizio, ma qualcuno lo deve pur fare.

Una signora entra diverse volte in un negozio Buffetti e chiede una penna, una cartuccia per stampante, un quaderno con anelli o una risma di carta e il commesso del negozio Buffetti, che ha dietro le spalle la pubblicità Buffetti, le domanda normale o Buffetti? Scema la signora che fa una faccia come di chi non sa che differenza c’è tra un prodotto Buffetti e uno normale, così il commesso Buffetti, che non sembra tanto normale, glielo spiega anche. Se vai in una cartoleria normale nessuno ti rompe i coglioni. Comunque è un prodotto ecologico e, dice, anche economico.

Nella pubblicità del detersivo Winni’s, che non si era mai sentito, una bambina piccolina e leziosetta, con una vocina gné gné, dice grazie mamma che usi l’ecologico, per un mondo più pulito. Ti fa voglia di sporcare qualcosa.

Efficace anche la pubblicità dell’Enterogermina a bacillo variabile per quando vai solo un po’ sciolto o per quando proprio ti cachi addosso. Una bambinetta lo prende e dice con una vocetta acidula: così poi sto bene! Bene con la “e” stretta, stretta perché si tratta di stringere proprio tutto. C’è una bambina, non mi fate dire cosa. D’altronde siamo esseri sensibili, sospesi tra la colite e il nulla. Con un rapporto strano tra il nostro corpo e il cuore. Quando il cuore si scioglie è bello, quando si scioglie il corpo no. Perché le strette al cuore fanno male, ma gli strizzoni di pancia di più.

Intanto una splendida notizia: il “Paradiso delle signore”, dopo la chiusura estiva, ha riaperto i battenti diventando giornaliero: terza edizione, 180 puntate, anzi cazzotti, di quaranta minuti. Meno male, si stava in pensiero! Dopo tutto è da Émile Zola. Il cattivo del Paradiso è Farnesi, un pisano e questo torna. A seguire il Purgatorio e poi l’Inferno delle signore. Con l’Inferno prenderà finalmente avvio la saga, ancora più ammiccante, di quelle che non sono delle signore, che non hanno tutte stelle nella vita. Candidati registi, Tinto Brass e Dario Argento, colonna sonora di Loredana Bertè.

Invece, a proposito del Paradiso e delle infinite e imperscrutabili vie del Signore, l’annunciatrice Marina Nalesso è apparsa in tivvù facendo sfoggio di un crocifisso al collo come non se ne erano mai visti, durante la presentazione del tiggì. Forse sarà socia della Venerabile Arcinconfraternita di Misericordia e Crocione di Pisa. A suo modo pubblicizza, nel senso che rende pubblica, manifesta, testimonia la propria fede. I laicisti e gli ateisti insorgono: la televisione di stato è laica, aconfessionale, la Costituzione afferma questo a proposito della sfera pubblica. I teisti plaudono: la Costituzione non vieta, anzi consente, la libera espressione del pensiero, compreso quello religioso. Con la fede non si scherza. Certo, le fedi sono diverse, religiose e laiche, se tutti coloro che le professano apparissero alla televisione pubblica con i loro simboli appesi al collo, sarebbe un “Carosello”. C’è una differenza tra libertà di pensiero e pensieri in libertà, fortuna non siamo telepati. Con la parola e l’immagine va un po’ peggio. Per non parlare dei “social”. Comunque più la polemica incalza, più i detrattori dell’annunciatrice protestano, più lei insiste, indossando sempre più vistosi crocifissi e addirittura rosari. Tipo suora, solo che non è una suora. Speriamo la smettano, se no un giorno la vedremo entrare nello studio televisivo con una croce formato reale, modello Cireneo. Non so se nostro Signore esiste, ma se esiste chissà che pensa di tutto ciò. Penserà che è bene avere degli sponsor, oppure sarà infastidito da tanta insistenza pubblicitaria come noi, dopo tutto a sua immagine e somiglianza? Capace né riderà perché testimoniare e annunciare la buona novella è importante, ma anche la sobrietà e il buon senso sarebbero una gran cosa. Purtroppo il senso della misura e il libero arbitrio sono prove tra le più impegnative dell’umanità. Buona domenica e buona fortuna.

Pontedera, 23 Settembre 2018

Libero Venturi

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