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Politica lunedì 05 agosto 2019 ore 13:00

Cuoiodepur, Cambiamenti su sentenza extraflussi

Il movimento civico riferisce di aver visto pubblicata l'attesa sentenza sulla questione extraflussi gestiti e prodotti nell'impianto del Consorzio



SAN MINIATO — "E' stata pubblicata una sentenza del Consiglio di Stato che rigetta il ricorso presentato dal Consorzio Cuoiodepur - scrivono dal gruppo CambiaMenti - contro la sentenza di primo grado del Tar della Toscana sulla questione degli extraflussi all'impianto di depurazione, di cui molto si è parlato in campagna elettorale perché CambiaMenti aveva sollevato la questione.

("Sentenza extraflussi ancora non c'è" hanno prontamente smentito e chiesto rettifica dal Consorzio Cuoiodepur, ndr)

La sentenza si fondava su citazioni testuali da relazioni dell'ARPAT che dicono che verrebbe rilevata nei reflui in uscita dal depuratore la presenza di sostanze non consentite che non provengono dal processo di produzione conciario. Il Consiglio di Stato ribadisce oggi che “il depuratore consortile, alla luce dei diversi accertamenti tecnici svolti dall'ARPAT, risultava privo delle caratteristiche e le capacità adeguate per trattamento degli extraflussi e tali da garantire il rispetto dei valori limite e degli obiettivi di qualità dei corpi idrici. Né i rifiuti liquidi trattati risultavano compatibili con il ciclo depurativo dell'impianto".

Si conferma dunque che le preoccupazioni che noi avevamo sollevato erano assolutamente fondate e non derivavano come ci è stato imputato, da un atteggiamento ostile verso l’imprenditoria. Derivavano al contrario dalla consapevolezza che, proprio per l'importanza strategica di Cuoiodepur (da cui dipende la compatibilità della nostra industria conciaria con la salvaguardia della salute dei cittadini, con l'equilibrio ecologico del sistema dell'Arno e con le normative vigenti, e ne dipende la possibilità dei nostri prodotti di garantire quella qualità etica che è indispensabile per competere nei settori dell'alta qualità), fa l'interesse del settore conciario, degli imprenditori e dei lavoratori chi intende affrontare le criticità e risolverle, e non chi rischia di lasciarle esplodere.

Ci preoccupa perciò che l'Amministrazione Comunale che ha una responsabilità preminente nel suo indirizzo, non abbia sentito il bisogno rispondere in modo puntuale e argomentato nel merito di rilievi contenuti in relazioni ufficiali prodotte da un organo come ARPAT.

In questa situazione diventa assolutamente cruciale che ci sia una discussione vera sulle nomine, che il Sindaco ha effettuato e su cui dovrà riferire nel primo Consiglio utile, dei rappresentanti dell'Amministrazione Comunale nel Consorzio Cuoiodepur. A noi sembra che dai curricula allegati al decreto di nomina non emerga alcun criterio di scelta che non sia la totale omogeneità rispetto all'attuale assetto dirigenziale del Consorzio Cuoiodepur; ma anche rispetto a questo giudizio diventa preminente la proposta del Sindaco e la discussione del Consiglio sul mandato che l'Amministrazione Comunale intende affidare ai propri rappresentanti, in particolare in merito ai problemi sollevati da questa sentenza.

Noi riteniamo che vada totalmente eliminata l'importazione per esclusivi scopi di profitto di reflui e rifiuti non funzionali al compimento dei cicli di depurazione, e che fanno rilevare la presenza negli scarichi di sostanze definite dalle normative come “pericolose” e che non si trovano nel processo di conceria".



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