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domenica 15 settembre 2019

Cronaca lunedì 12 novembre 2018 ore 12:30

Giustiziato in casa, aveva amici in mezza Toscana

Giuseppe Marchesano (Foto da FB)

Descritto come persona assai riservata Giuseppe Marchesano, il meccanico trovato morto assassinato a Castel del Bosco, aveva in realtà solide amicizie



MONTOPOLI IN VAL D'ARNO — A Castel del Bosco Giuseppe Marchesano, meccanico di 27 anni, non dava molte confidenze. Vi si era trasferito da circa due anni, acquistando la casa di via Di Dietro. Qui tuttavia frequentava alcuni locali e ogni tanto andava a prendere la pizza in compagnia di amici. Amici spesso non del posto, che lo venivano a trovare da fuori.

Sono stati alcuni di loro a trovarlo morto in casa sabato sera, ucciso presumibilmente con quattro o più colpi di pistola alla testa ventiquattr'ore prima, la sera di venerdì. Una scena del crimine che gli inquirenti non hanno esitato a definire quella di una esecuzione.

Marchesano, che lavorava come meccanico in una ditta di riparazioni di mezzi da lavoro a Firenze, era nato a San Miniato e in gioventù aveva frequentato molto Fucecchio e l'Empolese, così come la Valdinievole, dove aveva gli amici di vecchia data, avendo studiato all'Ita Anzillotti di Pescia. Alcuni lo conoscevano soltanto per le sue passioni: le moto sportive, i quad, la pesca, il softair.

Una rete piuttosto diffusa di amicizie, coltivata e mantenuta anche grazie ai social network, che ora gli inquirenti stanno scandagliando a fondo per cercare di capire il movente e stanare l'autore di un delitto così efferato e calcolato, che ha sconvolto la famiglia, anche questa sparsa in mezza Toscana (la madre Giuseppina si è da poco trasferita ad Altopascio da Coreglia Antelminelli).

In attesa dell'autopsia - la salma di Giuseppe Marchesano è ora all'istituto di medicina legale a Pisa - gli inquirenti hanno setacciato a fondo la casa, non riscontrando segni di effrazione, per poi sequestrare varie cose, in primo luogo computer e telefono, auto e furgone della ditta per cui lavorava. E' più che probabile che la vittima conoscesse il suo assassino, tanto da accoglierlo in casa come un vero amico.

Le indagini sono condotte dai carabinieri della compagnia di San Miniato, con il supporto del reparto scientifico di Firenze. Al vaglio anche le immagini registrate da alcune telecamere private presenti a Castel del Bosco, nella speranza che possano fornire elementi utili a risolvere quanto prima il giallo di questo atroce e misterioso delitto.



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