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Maestro di Galateo a “I Soliti Ignoti”

Tra le identità nascoste del programma di Rai1, un ambasciatore del ‘Bon Ton’, le buone usanze che ogni persona dovrebbe seguire in società



SAN MINIATO — “Sono Stefano ho 51 anni e vengo da San Miniato, in provincia di Pisa” così si è presentato l’ ‘ignoto’ numero 1 al cospetto del presentatore Amadeus e dell’illustre ospite-concorrente Giuseppe Severgnini. Giornalista, editorialista e vicedirettore del Corriere della Sera nonché opinionista e conduttore televisivo, Beppe Severgnini ha subito dichiarato: “In quanto maschio NPG (non più giovane), voglio vincere!” e Amadeus ha introdotto uno a uno gli ‘ignoti’ della serata con una carrellata sulle ‘identità’ da abbinare.

Ciascun ‘ignoto’ ha infatti un’ ‘identità’ ossia una caratteristica che lo rappresenta (quale ad esempio una situazione familiare, professionale, caratteriale, fisica, della personalità ecc.) veritiera e segreta, il cui elenco è riportato in un tabellone presente in studio e che il concorrente, in questo caso Severgnini, cerca di indovinare in base agli indizi forniti.

Tra queste, quella di Stefano di San Miniato che si è distinto per eleganza, nel vestire, nel presentarsi e non poteva che essere altrimenti vista la sua professione. Stefano è infatti un maestro di Galateo. Opera in diversi contesti: da circoli privati a contesti istituzionali, dove porta la sua esperienza in fatto di buone maniere. E’ lo stesso Severgnini, dopo aver indovinato l’identità’ di Stefano, a rimarcare l’importanza dell’educazione che viaggia a braccetto con il senso civico e quindi indispensabile a qualunque livello della vita sociale.

Il “Galateo ovvero de' costumi”, noto comunemente come “Galateo”, è un breve trattato scritto da Giovanni Della Casa (1503-56) probabilmente negli anni in cui si ritirò nell'abbazia di Sant'Eustachio presso Nervesa, nel trevigiano, tra il 1551 e il 1555, e pubblicato postumo nel 1558.

Elisa Cosci
© Riproduzione riservata

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