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Cultura venerdì 13 febbraio 2015 ore 13:00

Terranauti, da Firenze al mare lungo l'Arno

Ultima tappa di un progetto dedicato ad artisti toscani under 35. Due mostre tra Pisa e Santa Croce sul tema del paesaggio e della sua percezione



SANTA CROCE — Sabato 14 febbraio alle ore 17.30 (Villa Pacchiani Santa Croce sull’Arno) e alle ore 21.00 (SMS di Pisa) si inaugurano le due mostre conclusive del percorso Terranauti quelli che arrivano, quelli che restano, quelli che vanno. Tre approdi lungo l’Arno da Firenze al mare un progetto di: Comune di Pisa, Comune di Santa Croce sull’Arno, Villa Romana in collaborazione con Regione Toscana realizzato nell’ambito di Toscanaincontemporanea 2013

Dedicato alla costruzione di un sistema di incontro e di scambio tra artisti, critici e curatori, galleristi e direttori di museo rivolto ad artisti under 35, toscani per nascita e per residenza temporanea, Terranauti parte da una tematica principale: il confronto tra le aspettative e le contingenze che motivano la scelta di continuare a vivere in questa regione, quelle che l’hanno eletta a luogo di temporanea residenza e ciò che si è effettivamente trovato o attivato.

Parimenti è fondamentale un cambio di prospettiva: cosa succede, provenendo dalla Toscana e in generale dall’Italia, quando ci confrontiamo con altre esigenze, altre realtà, altre metodologie di lavoro, altri sistemi?

Mariangela Bucci, assessore alle Politiche ed Istituzioni Culturali del Comune di Santa Croce sull’Arno: "In un momento storico in cui si guarda alla migrazione solo con preoccupazione, questo progetto ci ricorda che gli uomini, tra cui gli artisti, da sempre migrano. Il loro movimento li porta a scegliere patrie di elezione che meglio rispondano alla loro creatività. Vivere in Toscana ci porta a verificare, con orgoglio, che questa terra costituisce un approdo privilegiato che, con la sua consuetudine dell'accoglienza, arricchisce questo territorio e noi che, a nostra volta, l'abbiamo scelta come luogo in cui vivere. La Toscana, terra dal grande passato, sa cogliere l'opportunità di vivere il presente e, attraverso la valorizzazione di giovani artisti che operano nel vasto campo dell'arte contemporanea, si proietta verso il futuro."

Gli artisti, tutti toscani per nascita o per residenza temporanea, tutti under 35 - segnalati da curatori e critici d’arte e selezionati da una commissione composta da Ilaria Mariotti, Angelika Stepken e Martin Holman – e che arrivano a questa ultima tappa del progetto – sono: Francesca Banchelli, Lisa Batacchi, Francesca Catastini, Gabriele Dini, Alexis Leandro Estrella, Lek M. Gjeloshi, Mona Mohagheghi, Olga Pavlenko, Eugenia Vanni.

Essi presentano nella doppia sede i progetti nati dall’incontro, dallo scambio e dalla relazione tra di loro e con le tematiche affrontate durante le due tappe precedenti del progetto.

La prima tappa, una sorta di prologo, è stato il simposio internazionale che ha avuto luogo il 1 novembre 2014 a Villa Romana dal titolo Navigare nel sistema dell'arte: dialoghi con galleristi, collezionisti, curatori internazionali a cui hanno partecipato, oltre alle curatrici del progetto Ilaria Mariotti e Angelika Stepken: Charlotte Bank, storica dell’arte e curatrice, lavora tra Berlino, Ginevra e, fino al 2011, Damasco; Fabio Cavalucci, direttore del Museo Pecci di Prato; Adrienne Drake, direttrice e curatrice della Fondazione Giuliani per l'arte contemporanea di Roma; Gigiotto del Vecchio, curatore, direttore della galleria Supportico Lopez, Berlino e gli artisti.

La seconda tappa di terranauti è consistita in quattro seminari tenuti- tra novembre e dicembre - da Chiara Camoni (Condividere percorsi), Loris Cecchini (La natura e l’artificio),Michelangelo Consani(L’arte e i fatti della storia),Vittorio Corsini(I luoghi delle relazioni) artisti (toscani per nascita, residenza o legami) che, a loro volta, si relazionano con un contesto italiano e internazionale.

Terranauti si conclude ora con due mostre tra Pisa e Santa Croce sull’Arno. Differenti per età e formazione, provenienza e ricerche, gli artisti hanno declinato le tematiche del progetto arrivando a formalizzazioni che, tuttavia, mettono in evidenza direttrici comuni.

Il tema del paesaggio e della sua percezione è affrontato, in modo tutto diverso da Francesca Banchelli (1981, Montevarchi vive e lavora a Londra), Olga Pavlenko (1982, Ucraina, vive e lavora a Firenze e Kiev), Francesca Catastini (Lucca, 1982, vive e lavora in Toscana). La prima si concentra sui luoghi di trasformazione (le vie di comunicazione) sulla trasformazione del soggetto durante i suoi spostamenti tra un territorio all’altro, la sua incidenza come generatore di spazio, e la sua materializzazione. Olga Pavlenko presenta una serie di disegni animati che riflettono sulla ciclicità, il ripetersi e il movimento costante ma anche sul nostro spostamento alla ricerca di una terra migliore in cui vivere. Francesca Catastini lavora sul paesaggio idealizzato proponendo una lavoro fotografico che cita il Claude mirror, lo specchio nero convesso, che veniva utilizzato, volgendo le spalle al paesaggio, dagli artisti viaggiatori e paesaggisti.

Sui tempi dell’attesa e sul valore dell'agire in contesti differenti del mondo si concentra la ricerca di Mona Mohagheghi (1981, Tehran, Iran, vive e lavora tra tra Milano e Tehran), sullo spazioe sul tempo di chi ha lasciato il proprio paese per vivere in un altro. Alexis Leandro Estrella (1991, Córdoba, Argentina, vive a Pisa) fa riferimento a fatti della storia e in modo specifico alla spedizione Thornton, uno dei primi tentativi coloniali nel continente americano promosso dei Medici e il Granducato di Toscana. Sui materiali della tradizione insistono, in maniera diversa, i lavori di Lisa Batacchi, Gabriele Dini, Eugenia Vanni. Lisa Batacchi (1980, Firenze) lavora su un progetto a lungo termine che ha a che fare con sogni, coincidenze, maglieria fatta a mano, recupero del know how artigianale e incontri intergenerazionali dove il privato può diventare pubblico e viceversa. Gabriele Dini (1985, Viareggio, vive e lavora a Londra) realizza una corda nautica – una sorta di gigantesco dna - in paglia toscana di grandi dimensioni, omaggio a origini e mestieri "poveri" che caratterizzano la regione. Eugenia Vanni (1980, Siena) lavora sulle tecniche artistiche tradizionali per renderle soggetti delle opere utilizzandole in modi non convenzionali. Sul concetto di territorio/ambiente insiste il lavoro di Lek M. Gjeloshi (1987, Shkoder, Albania, vive e lavora a Firenze) e il suo intervento (sull'arte e sul processo artistico) fa intuire poeticamente la necessità di desiderare per i luoghi dell'arte e della cultura la disponibilità ad accogliere e restituire.

L’iniziativa è stata realizzata con il contributo di Cassa di Risparmio di San Miniato, Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e con il supporto di G.E.C.O Eventi


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