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Attualità lunedì 13 aprile 2015 ore 17:50

Ferraro: "Polemica inutile sulle lapidi rimosse"

L'esponente Ncd sottolinea che "la città della Rocca è una strana città. E il sindaco avrebbe dovuto togliere solo il marmo installato nel dopoguerra"



SAN MINIATO — Continua a far discutere la vicenda delle lapidi rimosse dalla facciata del Comune.

Oggi sulla questione c'è da registrare un intervento di Roberto Ferraro, responsabile del Nuovo Centro Destra.

"A San Miniato in questi giorni di infuocate polemiche ideologiche conferma ancora una volta di essere una strana città, anzi una città fuori dal tempo. L’argomento che accende gli animi questa volta è la rimozione delle due famose lapidi dalla facciata del Comune per essere collocate in altro ambiente il quale dovrebbe raccogliere, oltre ai due marmi, reperti e documenti che ricordano il passaggio della guerra a San Miniato. Una sorta di museo della memoria. Questo fu l’annuncio fatto dal sindaco circa sei mesi fa".

Stupiscono - per Ferraro - le "attuali polemiche. La volontà di dare vita a questo museo della memoria era nota da mesi. Che senso hanno oggi le attuali polemiche, le richieste di approfondimenti, la voglia di non arrendersi alla realtà, i se e i ma fuori tempo. Forse qualcuno pensava che l’annuncio fatto dal sindaco sei mesi fa era un pesce d’aprile o peggio che il cosiddetto museo della memoria sarebbe stato realizzato direttamente sulla facciata del palazzo comunale con una ardita opera di ingegno architettonico?"

E ancora. "Se poi vogliamo dire la verità fino in fondo, il sindaco avrebbe dovuto togliere solo una lapide dalla facciata del palazzo comunale. Quella redatta nell’immediato dopoguerra che riporta una odiosa e incredibile menzogna e cioè che l’eccidio di San Miniato fu sollecitato dal vescovo".

"In questi giorni San Miniato - aggiunge Ferraro - conferma di essere una strana città. Una città dove il tempo non passa mai, dove polemiche vecchie quasi un secolo continuano ad eccitare gli animi e i muscoli. Una strana città dove un faro a ricordo dei militari morti nella prima guerra mondiale, frutto di una sottoscrizione cittadina che ebbe luogo 90 anni fa, viene messo al bando perché additato quale strumento della propaganda fascista. Ragionamento insensato, ma giustificato solo dal fatto che dal faro effettivamente potrebbe scaturire un poderoso fascio di luce. Speriamo comunque che i duri e puri democratici non vengano a conoscenza che gli splendidi affreschi che ornano la sala del consiglio comunale di San Miniato furono dipinti in epoca fascista e voluti dal Podestà, altrimenti rischiamo di vederli coperti con una bella mano di vernice, magari rossa".

"Una strana città dove le strade intitolate ai Martiri delle foibe e al carabiniere eroe Salvo D’Acquisto – gente che evidentemente non scelse la parte giusta - si trovano in località assolutamente e vergognosamente marginali e senza che in esse vi sia alcun numero civico.Una strana città dove per anni, con orgoglio, si sono intrecciati scambi culturali con una delle ultime dittature comuniste del mondo, come se Cuba fosse la culla della civiltà e della democrazia. Questa è San Miniato oggi. Una città che da anni arranca, affogando in inutili polemiche. Forse anche per questo la città fa fatica a trovare nuovi stimoli e nuove soluzioni per il suo rilancio".



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