Cultura Lunedì 23 Febbraio 2026 ore 09:43
Al Pacini il nuovo spettacolo di Aldrovandi

Una storia di modernità e famiglia, che tocca delicati ma fondamentali temi della nostra società: "Rapporto tra felicità e realizzazione"
FUCECCHIO — Al Teatro Pacini di Fucecchio, venerdì 27 febbraio alle 21,30 va in scena "Come diventare ricchi e famosi da un momento all'altro", spettacolo con testo e regia dall’autore e regista emiliano Emanuele Aldrovandi, con Giusto Cucchiarini, Serena De Siena, Tomas Leardini, Silvia Valsesia, scene di Francesco Fassone, produzione Associazione Teatrale Autori Vivi / Ert Emilia Romagna Teatro / Teatro Stabile Di Torino Teatro Nazionale.
Al centro della vicenda c’è una famiglia, composta da Marta e Ferdinando e la loro figlia di sei anni, Emma. Quest’ultima è appassionata di arte e di pittura, e in lei la madre vede una possibilità di fama, ricchezza e successo. Marta decide quindi di attuare un piano per fare diventare la figlia un’artista famosa. Tra persaonaggi, colpi di scena e divertenti situazioni la storia prende una piega bizzarra, divertente, grottesca, tra lo stupore di Ferdinando, la rabbia di Chiara, la confusione di Carlo, fino ad un epilogo amaro.
Il pluripremiato drammaturgo Emanuele Aldrovandi, anche talentuoso regista dei suoi testi oltre che di vari cortometraggi, porta in scena la sua nuova opera. Dopo L’Estinzione della razza umana, spettacolo che racconta in chiave tragicomica ciò che si è vissuto nei due anni di pandemia, in questo nuovo lavoro l’artista si concentra sugli effetti della nostra modernità, sulla disinformazione e sul sistema profondamente disfunzionale instaurato dai social, prima accusati di creare distanze tra le persone e in pochi anni considerati invece l’unico modo per avere contatti fra individui.
“La scrittura è estremamente concreta e realistica, ma l’allestimento è onirico e surreale, perché quello che viene messo in scena è il ricordo di un uomo che continua a rivivere la giornata nella quale la vita di una bambina di sei anni è cambiata per sempre. Se il testo affronta il rapporto fra la felicità e la realizzazione personale, la chiave registica con cui ho deciso di metterlo in scena pone l’accento sul vortice ossessivo di chi è condannato a pensare una cosa e poi, nell’attimo successivo, esattamente la cosa opposta. La realtà si deforma sotto lo sguardo di chi è convinto di non poterla mai conoscere, ma solo ipotizzare.”
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