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Cronaca lunedì 10 febbraio 2014 ore 21:00

A grandi passi verso il "tubone". "L'accordo di programma? Un vero e proprio contratto"

Successo dell'iniziativa dell'associazione Laboratorio Valdarno sullo stato dell’arte di uno dei progetti più importanti nella Regione Toscana degli ultimi venti anni, il “Tubone”



SANTA CROCE — Davanti a una platea di 80 persone si sono succeduti gli interventi dei firmatari dell’ ultimo Accordo di Programma redatto nell’aprile 2013, che va ad aggiornare i due Accordi rimo precedenti, il primo dei quali sottoscritto 10 anni fa’. Introdotto dal presidente di Laboratorio Valdarno Giovanni Zanoboni e moderato da Massimiliano Poli, responsabile del gruppo di lavoro appositamente creato dall’associazione, si sono succeduti i relatori Alessandro Mazzei, direttore generale dell’Autorità Idrica Toscana, Giuseppe Sardu, presidente Acque SpA, Franco Donati e Giuseppe Volpi, presidenti delle Associazioni dei Conciatori di Santa Croce sull’Arno e Ponte a Egola, Nicola Andreanini per i depuratori Aquarno e Cuoiodepur. L’assessore regionale Annarita Bramerini ha concluso l’incontro ribadendo la forte volontà della Regione di vigilare al rispetto degli impegni sottoscritti dai vari soggetti.

E’ stato Osvaldo Ciaponi, sindaco di Santa Croce sull’Arno da dieci anni, a ben illustrare la complessità del progetto per la vastità del bacino di interesse e la diversità delle esperienze in un territorio che va dalla Val di Nievole al Circondario Empolese, alla Valdelsa, alla Valdera, al Comprensorio del Cuoio, interessando oltre 50 comuni. Lo stesso sindaco ha evidenziato l’importanza e la molteplicità degli obiettivi, che ricordiamo: il superamento della frammentazione e della obsolescenza dei sistemi di depurazione dei reflui civili, che mette tutta l’area in situazione di non adeguamento a norme di nuova emanazione europea, quindi a rischio di chiusura dei numerosi piccoli impianti e al pagamento di multe; il potenziamento ed il miglioramento della depurazione industriale nel Comprensorio del Cuoio e nel Polo di Pontedera, obiettivo per il quale l’afflusso di reflui civili ai depuratori di S. Croce e Ponte a Egola è elemento fondamentale; l’eliminazione graduale del prelievo dell’acqua da falda per fini industriali, sostituito dall’utilizzo delle acque depurate; la creazione di un sistema depurativo a garanzia del futuro sviluppo economico ed urbanistico, nel rispetto degli impatti e degli obiettivi ambientali.

Anche l’impegno finanziario testimonia l’importanza dell’opera: si tratta di un fabbisogno di 200 milioni di euro, a carico del Ministero dell’Ambiente, della Regione Toscana, dell’Autorità Idrica Toscana (ex ATO 2), dell’Associazione Conciatori di Santa Croce e del Consorzio Conciatori di Ponte a Egola.

Dieci anni non vuoti, quindi, ma densi di lavoro da parte dei molti soggetti per modificare, affinandolo, il progetto e per renderlo sempre più rispondente alle esigenze generali e locali (si veda il lungo processo per il superamento delle problematiche relative alla tutela del Padule di Fucecchio). Dieci anni in cui sono cambiate anche normative fondamentali, prime fra tutte quelle conseguenti al referendum sull’acqua del 2011, che ha modificato di molto le regole per la tariffazione. In conseguenza di tale percorso, anche per ciò che attiene le risorse finanziarie, le stime effettuate nel 2004 in base a valutazioni grossolane dei costi, in mancanza dei progetti specifici, si sono poi rivelate approssimate per difetto.

I progetti preliminari ed esecutivi, che hanno preso corpo dal 2010, hanno evidenziato una differenza di 40 milioni di euro, da recuperare nel corso degli anni a venire. Ciò non ha impedito di avviare, già da tempo, i lavori. Si finanziano stralci del progetto che rappresentano di per sé interventi completi e si dà la precedenza alle opere più necessarie, specialmente quelle che portano a superare il rischio di infrazione europea e quelle che servono a far affluire reflui civili ai depuratori del Comprensorio.

A progetti pronti ed espropri realizzati, stanno andando perciò in appalto: il collettamento da Uzzano a Pieve a Nievole (inizio lavori 2014) e Pieve a Nievole –Santa Croce (appalto nel 2015); la realizzazione di un nuovo depuratore a Ponte Buggianese e colletta mento con Valdinievole ovest (appalto nel 2015); collegamento Pagnana (Empoli)- San Miniato, con primo stralcio San Pierino-Cuoiodepur (fine lavori 2014-inizio 2015); accentramento depurazione Valdera (Ponsacco, Pontedera, Fornacette, Calcinaia) in fase di completamento; collegamento Santa Maria a Monte- Castelfranco di Sotto (inizio lavori prima metà 2014).

Un’opera all’avanguardia, si diceva nell’incontro, che mette in atto nella maniera più concreta la programmazione tra comuni confinanti , anticipando ciò che la nuova legge sull’Urbanistica regionale prevede e norma. Un’opera che, per dimensioni e caratteristiche, è destinata a diventare un esempio a livello europeo.

Ben determinata a vigilare perché questo si verifichi è l’assessore Bramerini, la quale ha ribadito che l’Accordo di Programma non è un protocollo di intesa, bensì un vero e proprio contratto e che, come tale, vincola tutti i firmatari. In particolare l’ultimo Accordo del 2013, tenute di conto le esigenze che ogni soggetto, nel tempo, ha evidenziato, va a specificare in maniera ottimale gli impegni di ciascuno, per cui, pur essendo consapevoli di dover trovare altre risorse, tanti sono gli interventi che possono e devono esser e realizzati e tutti devono fare la propria parte. La fase operativa è già iniziata e il cronoprogramma va rispettato. Il Comprensorio del Cuoio coglierà l’occasione di dimostrarsi competitivo a livello europeo e mondiale non solo dal punto di vista della qualità della produzione, ma anche per la performance ambientale. A chi, dal pubblico, ha richiesto una informazione maggiore sull’argomento, l’assessore ha assicurato una migliore esposizione dei dati e dell’avanzamento dei lavori sui siti web della regione e ha invitato i vari soggetti a fare altrettanto sui loro siti.

L’associazione Laboratorio Valdarno esprime viva soddisfazione per il risultato dell’incontro, che ha ampiamente raggiunto gli obiettivi che la stessa associazione si pone, cioè informare i cittadini sulle principali questioni che li riguardano, ma che spesso rimangono patrimonio di pochi e di fornire opportunità per la crescita culturale di ognuno e sentirsi più consapevolmente cittadini del mondo.


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