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Politica domenica 09 gennaio 2022 ore 07:30

Poteco, i Comuni confermano la loro adesione

La sede di Poteco a Santa Croce sull'Arno

Nonostante la recente interpretazione della Corte dei conti, le amministrazioni del Cuoio proseguono con il consorzio: "Mettiamo il lavoro al centro"



SANTA CROCE SULL'ARNO — Il Polo tecnologico conciario (Poteco), ovvero il consorzio pubblico-privato partecipato al 30% dalle amministrazioni comunali di Castelfranco di Sotto, Fucecchio, Montopoli in Val d'Arno, San Miniato e Santa Croce sull'Arno, continuerà a essere sostenuto anche da questi Comuni. A deciderlo sono stati i singoli Consigli comunali, che hanno ritenuto di mantenere la loro presenza all’interno dell’ente, nonostante la recente interpretazione della Corte dei conti che ha ritenuto che Poteco svolga anche attività d'impresa e, per questo, non risponda alle finalità delle amministrazioni comunali.

“È un'interpretazione di cui prendiamo atto, con rispetto. Riteniamo tuttavia che Poteco svolga anche attività di formazione, non come una qualsiasi agenzia formativa, ma con finalità rivolte alla collettività, favorendo l'accesso al mercato del lavoro e aiutando molti ragazzi o disoccupati a collocarsi nel mercato di un segmento fondamentale della nostra economia, quello conciario e calzaturiero - hanno commentato i cinque sindaci del Comprensorio - il consorzio non può essere considerato come un qualsiasi soggetto privato, ma deve essere visto come un soggetto che rivolge la propria attenzione a tutto il Distretto e ai soggetti pubblici".

"Ciò è confermato dal fatto che Poteco è sede distaccata dell'università di Pisa con 4 corsi di laurea attivi e che collabora con le scuole superiori del territorio, come l'Itis Cattaneo di San Miniato, l'Iis Checchi di Fucecchio e il liceo Marconi di San Miniato, beneficiando di contributi quale soggetto capofila di convenzioni con le scuole - hanno proseguito - sono molti i ragazzi che tutti gli anni, frequentano i suoi corsi o si specializzano dentro Poteco, per poi trovare lavoro nelle nostre aziende, che necessitano molto di queste figure".

Proprio per queste peculiarità del consorzio, che è partecipato al 70% anche da privati, i cinque Comuni hanno scelto di non dismettere questa partecipazione e rimanere all'interno del Poteco, anche con una scelta politica decisa che ha visto le maggioranze in contrasto con alcune forza di opposizione.

"Le nostre amministrazioni mettono il lavoro al centro: ecco questo è uno dei modi migliori per farlo. Come maggioranze consiliari abbiamo sostenuto e votato questo atto, dando una risposta a quanto sottolineato nel referto della Corte dei conti, prendendoci in pieno le nostre responsabilità di governo e facendo una scelta, che senz'altro è la più difficile, ma consapevoli di perseguire il bene comune - hanno concluso i sindaci - governare significa assumersi le proprie responsabilità. Ne siamo consapevoli e governiamo per questo, per cercare di rendere migliore la vita dei cittadini".


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