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Attualità martedì 15 dicembre 2015 ore 16:15

Quale futuro per il convento di San Francesco?

Al circolo Cheli un dibattito e la presentazione di un importante progetto storico e culturale curato da Luca Macchi e Andrea Mancini



SAN MINIATO — Un appuntamento dedicato al trasferimento del secolare convento di San Miniato è in programma al circolo Cheli di via Guicciardini.

“Quella del 18 dicembre sarà una giornata importante per il Circolo Cheli, nato prima dell’Unità d’Italia, intorno al 1848, ma che in molti non sanno più neanche dov’è, come del resto molta della storia della nostra città”. Così si esprimono Luca Macchi e Andrea Mancini, che stanno per inaugurare un progetto importante per San Miniato, che tenda a valorizzare luoghi e risorse spesso sconosciute, comunque dimenticate.

Saranno in questo modo oggetto di studio quelle che sono state personalità fondanti, sia dal punto di vista artistico che scientifico, avremo mostre e conferenze su alcune figure ormai dimenticate, come gli scienziati Michele Mercati del 500 o Gioacchino Taddei dell’800, ma anche pittori e, per adesso si fanno solo due nomi, quello di Damiano Brogi dell’800 e di Gastone Rinaldi del 900.

Le anticipazioni per adesso finiscono qui, perché bisogna parlare delle prima serata del “Progetto Circolo Cheli”: il 18 dicembre prossimo, quando avrà luogo un evento che in molti aspettano, vista la vasta campagna stampa che l’ha preceduto, cioè “San Francesco, quale futuro?”, dedicato alle poche prospettive che si prevedono per il più antico insediamento religioso della città, che inglobò la chiesetta di San Miniato, costruita proprio nel luogo dove il Santo di Assisi fondò il suo convento, nel 1211. Il Vescovado e anche altri ordini religiosi arrivarono centinaia di anni dopo, è quindi naturale che San Miniato avverta come una ferita profonda l’idea di perdere il suo amatissimo convento.

Sono centinaia, forse anche di più le manifestazioni che nei secoli hanno occupato il Convento di San Francesco, uno dei più grandi d’Italia: dalla beatificazione di Pio Alberto Del Corona a mitici spettacoli teatrali, come l’Assassinio nella Cattedrale di Eliot, con la regia del grande Giorgio Strehler; dalla partenza della Staffetta Shalom che è arrivata fino a Roma, in piazza San Pietro, salutata da papa Francesco con parole importanti, alle grandi manifestazioni religiose e ai funerali di personalità o alle ricorrenze, come quella del 200° anniversario della fondazione della Filarmonica Giuseppe Verdi. Poi tanti più o meno grandi sanminiatesi sono stati terziari francescani e qui c’è l’imbarazzo della scelta, si va da Augusto Conti, il portabandiera a Montanara, a Giovanna Giolli, scomparsa di recente. Ci sono poi sulle pareti dell’antico convento, lapidi, stemmi, tombe ed altari, intitolati a famiglie e personalità della città, come quella della famiglia Mercati, dove Bartolomeo Spranger ha dipinto una grande immagine di San Michele Arcangelo, con sullo sfondo uno scorcio della città, com’era nel 1500, con la cittadella medievale ancora integra.

Oltre a tanta parte della popolazione, ci saranno a parlarne Macchi e Mancini, ai quali spetterà di introdurre e di coordinare, ma anche frate Alessandro Pretini, attuale priore di San Francesco, insieme all’architetto Francesco Fiumalbi che ha dedicato al Convento tante pagine del suo Smartarc, la pagina internet su San Miniato. Ci saranno poi Laura Del Cancia e Lucia Catarcioni, che hanno lavorato la prima sull’archivio, la seconda sull’architettura del Convento.

Alla serata sono invitate le istituzioni pubbliche e private e tutte le associazioni di San Miniato, anche perché alla fine sarà redatta una lettera da inviare al Priore Generale dell’ordine francescano, così da far capire quanto San Miniato tiene alle antiche mura del Convento di San Francesco.


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