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Attualità lunedì 29 settembre 2014 ore 18:09

Movimento Acqua Ato2: "Dove sono i rimborsi?"

Per 10 anni in 57 comuni gestiti da Acque spa gli utenti hanno pagato illegittimamente il servizio depurazione. Domani scade il termine per i rimborsi



COMPRENSORIO — Nei 57 comuni gestiti da Acque Spa decine di migliaia di utenti avrebbero dovuto essere rimborsati. L'ultimo raggiro. Domani, 30 settembre 2014, scade in quasi tutta la Toscana il termine utile per chiedere ai gestori il rimborso sulle quote di depurazione pagate illegittimamente per 10 anni. In Toscana, così come per il referendum sull'acqua, di nuovo una sentenza della Corte Costituzionale viene raggirata dalla politica tramite leggi di governo e delibere dei nostri sindaci a vantaggio dei gestori dell'acqua.

In base alla sentenza 335 del 10/10/2008 della Corte Costituzionale, veniva dichiarato illegittimo l'addebito in bolletta di servizi di depurazione non erogati e incostituzionali gli articoli di legge che prima l'autorizzavano, quando l'acqua era un tributo dovuto al servizio pubblico e non la tariffa per un servizio privato. La somma da rimborsare da Acque Spa veniva quantificata in  7,4 milioni di euro dovuti a 36.407 utenze (su le 321.000 esistenti). Un mese dopo i nostri sindaci deliberavano all'unanimità l'aumento delle tariffe in modo da recuperare i minori introiti provocati dalla sentenza e per rispettare le “linee guida sui ricavi e i costi del gestore” si specificava che i ricavi dovevano essere garantiti ad Acque Spa (delibera ATO2 n.53 del 26/11/2008).

La somma totale rimborsata fu invece di 400.000 euro e solo per il 5% delle utenze aventi diritto.Come mai fu possibile aggirare la sentenza della Corte Costituzionale e non si rimborsarono automaticamente tutti gli utenti, visto che i soli a possedere tutti i dati per farlo erano Acque Spa (55% dei nostri sindaci + 45% di privati) e il controllore l'AATO (nel quale ci sono 57 dei nostri sindaci)?Furono necessari 2 decreti trasformati in legge (L.13/2009 pubblicata in GU il 8/2/2010 ) seguiti da una deliberazione dell'ATO2 Basso Valdarno (N.8 del 30/6/2010) che delineava una guida per il rimborso:– rimborso sui 5 anni precedenti la domanda; – nessun rimborso automatico (sarebbe troppo efficiente...); – ogni utente doveva fare domanda di rimborso sapendo se 15 anni fa aveva usufruito o no della depurazione Acque Spa e i nostri sindaci si sono ben guardati di fare pubblicità alle loro decisioni limitandosi a una comunicazione contenuta su un depliant che ogni tanto accompagna la bolletta.

Avrebbero anche dovuto pubblicare la lista delle utenze aventi diritto ma la stiamo ancora aspettando.Chi era informato e aveva accesso a internet poteva verificare su http://asp.acque.net/RimborsiDeFo/Default.aspx se ne aveva il diritto. Purtroppo si scopre che per quanto riguarda Acque Spa i termini sono scaduti l'annoscorso... mentre in altri ATO della Toscana a seconda del gestore il rimborso scade domani, 30 settembre, oppure è stato automatico, oppure sono state inviate delle lettere prima della scadenza per avvertire direttamente gli utenti, oppure non solo sono stati rimborsati 5 anni di bollette illegittime ma addirittura ben 10 anni, come da legge....

Ma - si sa - con le bollette dell'acqua gli “utili”, il profitto, devono essere garantiti ed è anche per questo che abbiamo le tariffe più alte di tutta Italia. Tutto perso? No, se esiste ancora un minimo di legalità e di democrazia: infatti la data di scadenza utile per il rimborso dovrebbe essere 5 anni dopo la data di pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale (7 febbraio 2015) mentre la sentenza della Corte Costituzionale si estingue dopo 10 anni (2018).

I nostri sindaci, presenti sia negli organi di controllo dell'Autorità Idrica Toscana sia in Acque Spa come azionisti, dovrebbero sia rappresentare e difendere i nostri diritti e interessi di utenti che gli interessi dei cittadini/e, e questo anche nel caso che le quote per la depurazione delle utenze comunali non siano state rimborsate.


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