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Politica mercoledì 22 maggio 2024 ore 19:30

Crisi delle concerie, il Consiglio approva la risoluzione

L'aula del Consiglio regionale

Aiuti dal Governo e Tavolo sul settore moda: questo il doppio mandato per Giani. Pieroni: "Servono risposte", Galletti: "Priorità salute e ambiente"



FIRENZE — La risoluzione sulla crisi del settore conciario mette d'accordo quasi tutti. In Consiglio regionale, infatti, l'atto presentato dalla Commissione Sviluppo economico e rurale ha ricevuto 27 voti favorevoli, compresi quelli del Partito Democratico, Italia Viva, Fratelli d'Italia, Lega e Gruppo Misto. Contrarietà, invece, da parte del Movimento 5 Stelle.

L'atto fa riferimento alla situazione di criticità soprattutto con riferimento al distretto di Santa Croce sull'Arno e Ponte a Egola e dà mandato al presidente Eugenio Giani per attivarsi con il Governo, affinché vengano attivati strumenti e misure in grado di sostenere l’intera filiera. Ma non solo, perché la risoluzione richiede anche la costituzione del Tavolo regionale sulla crisi del settore moda.

Qui si dovranno discutere verosimilmente le proposte presentate dalle categorie datoriale e dei lavoratori delle concerie, tra le quali l’estensione straordinaria della possibilità di ricorrere alla cassa integrazione, la concessione di moratorie sui finanziamenti e l’implementazione di strumenti che agevolino la concessione del credito alle micro imprese e alle piccole e medie imprese

"L’obiettivo è realizzare nuove politiche attive sul lavoro, creare strumenti finanziari a sostegno delle imprese e istituire un Tavolo regionale per il sostegno e il rilancio del settore moda - ha spiegato il consigliere dem Andrea Pieroni - un’azione che il presidente della Regione ha già attivato il 14 Maggio, convocando un primo incontro con gli attori del comparto. Chiediamo, inoltre, un’attenzione specifica al Governo affinché riconosca la centralità di questo segmento produttivo: parliamo di un sistema economico di cui fanno parte circa 500 imprese e 6mila addetti, per una produzione che vale il 35% per le pelli e il 98% per il cuoio da suola". 

"Stiamo assistendo a una fase di grande sofferenza delle imprese, perlopiù piccole e medie, derivante dalle crisi internazionali, dall’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia e dell’inflazione, oltre che al contrarsi sensibile della fascia media del mercato che assicurava i volumi produttivi, con conseguenze sull’occupazione - ha aggiunto - dobbiamo mantenere integro un sistema economico che si fonda su professionalità uniche. Per questo, visto che la ripresa non avverrà prima di fine anno, è urgente dare risposte".

Contraria, come detto, la consigliera Irene Galletti, presidente del gruppo del Movimento 5 Stelle toscano. "Stiamo parlando dello stesso settore in cui si è verificato uno dei più grandi scandali ambientali della Toscana, causando un danno enorme ancora non quantificabile in termini di salute e ambiente, ovvero quello del Keu - ha commentato - questo atto solleva un problema etico e di coerenza che non possiamo ignorare".

"C’è un sistema imprenditoriale sano che merita aiuto e lavoratori incolpevoli che devono essere tutelati, i quali troveranno sicuramente sostegno ai tavoli deputati già attivi e a loro dedicati - ha precisato - tuttavia, c’è anche una parte di imprenditoria e politica che deve ancora chiarire le proprie responsabilità. Senza dimenticare il problema delle bonifiche, che oggi gravano quasi esclusivamente sulle risicate risorse dei Comuni colpiti dagli sversamenti. Qualcuno dai banchi della maggioranza guarda alle fette di mercato che si potrebbero perdere senza un intervento economico: la politica che guarda prima ai mercati e poi ai bisogni dei toscani segue un modus operandi che non ci appartiene. A noi interessa dimostrare con i fatti che la salute e la tutela ambientale sono delle priorità".


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