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Attualità giovedì 19 febbraio 2015 ore 14:31

Un caso di tubercolosi a Santa Croce

Il Comune e l'asl11 hanno attivato il protocollo di prevenzione. Sottoposti al test tubercolinico i familiari. Al momento i risultati sono negativi



SANTA CROCE — Un caso di tubercolosi, circoscritto a una sola persona, si è verificato nel comune di Santa Croce sull’Arno in questi giorni. L’unità operativa Prevenzione malattie trasmissibili del dipartimento prevenzione dell’Asl 11 e il comune di Santa Croce sull’Arno si sono prontamente attivati come da protocollo ed hanno congiuntamente operato adottando le misure di prevenzione che il caso richiede e che riguarda un adolescente che è attualmente ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’azienda ospedaliera universitaria di Careggi e ha iniziato la terapia specifica.

Per questo, al fine di coordinare gli interventi previsti dai protocolli si è costituito un gruppo di lavoro interistituzionale che si è attivato sulla base delle recenti linee guida regionali in materia e pubblicate nel mese di agosto 2014, istituendo una campagna di screening nei familiari del giovane interessato, sottoposti al test tubercolinico e ad altri test per rilevare l’eventuale presenza dell’infezione: al momento tutti gli accertamenti risultano negativi. Saranno nei prossimi giorni testati anche dieci coetanei e una insegnante che hanno frequentato nei mesi scorsi un corso di lingua frequentato dall’adolescente in una scuola serale per stranieri a Santa Croce sull’Arno.

La tubercolosi polmonare è una malattia perfettamente curabile con farmaci specifici, che determinano la guarigione completa del malato. E’ una malattia provocata da un batterio (mycobacterium tuberculosis o bacillo di Koch) che si trasmette da una persona ammalata mediante le secrezioni respiratorie emesse, ad esempio, con colpi di tosse, starnuti, etc. Il rischio più alto di trasmissione si ha in ambito familiare o in comunità chiuse, per contatti stretti e prolungati con il malato. Le attuali linee guida stimano come livello di rischio un contatto di almeno 8 ore in ambienti chiusi: non sono da considerare a rischio significativo i contatti occasionali o in luoghi aperti.

Il contatto con il batterio può provocare la cosiddetta “infezione tubercolare” ovvero una reazione del sistema immunitario che “blocca” il germe senza provocare alcun sintomo di malattia. Solo il 5-10% delle persone con infezione tubercolare si ammalerà nel corso della vita (anche a distanza di molti anni), ma il rischio di sviluppare la malattia è più alto se sono presenti condizioni favorenti quali malattie del sistema immunitario, diabete, etc.

L’infezione tubercolare si sviluppa dopo circa 4-8 settimane dal contatto con un malato e la si può identificare tramite il test tubercolinico (cosiddetto test Mantoux) che consiste in un’iniezione intradermica, simile a quella effettuata per i test allergologici, da effettuare nel braccio. L’esito viene valutato attraverso un controllo della reazione da effettuarsi dopo tre giorni. I soggetti che risultano positivi al test devono essere sottoposti ad ulteriori controlli per evidenziare o escludere l’infezione (da tenere presente che la positività del test non significa avere la tubercolosi ma indica una possibile infezione che potrebbe essere necessario trattare con farmaci specifici).

La tubercolosi è una malattia la cui diagnosi non è immediata, in quanto la sintomatologia è spesso aspecifica, almeno nelle fasi iniziali, e sono necessari vari tipi di accertamenti strumentali e di laboratorio. Negli ultimi anni, l’attenzione dei sanitari su questa malattia “riemergente” è aumentato, tanto che i tempi di diagnosi si sono ridotti.

La tubercolosi è una malattia tuttora esistente, per la quale sono disponibili farmaci efficaci che consentono sia la cura dei soggetti ammalati, sia la terapia preventiva di soggetti che abbiano contratto l’infezione tubercolare (quindi, non ammalati). In quest’ultimo caso la terapia evita lo sviluppo della malattia negli anni successivi.

Si tratta di una malattia che rappresenta ancora una emergenza a livello mondiale ed è diffusa soprattutto nei Paesi più poveri di Africa, Asia e Sud America. In Italia, come in tutti i Paesi più industrializzati, pur essendoci una bassa incidenza, si registrano mediamente ancora oltre 4.000 casi ogni anno. Nell’Asl 11 l’incidenza di casi di tubercolosi è inferiore rispetto alla media regionale, con una media annuale di circa 15 casi nell’ultimo quinquennio, ma con un calo nell’ultimo anno (11 casi nel 2014).

Le misure cautelative adottate e gli interventi che verranno messi in atto dall’Asl 11 e dal comune di Santa Croce seguono le più aggiornate linee guida in materia di prevenzione e controllo della tubercolosi, pertanto, non sussistono motivi di allarme per la comunità.

Per avere ulteriori informazioni e chiarimenti gli interessati possono contattare gli operatori dell’unità operativa Prevenzione malattie trasmissibili chiamando il numero 335 5216717, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 18


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