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mercoledì 22 agosto 2018

Attualità lunedì 14 maggio 2018 ore 17:26

Scritte contro l'Arci, anche la ministra condanna

La ministra Valeria Fedeli

La responsabile del dicastero all'istruzione, Valeria Fedeli, ha condannato la scritta "Comunisti al rogo" comparsa sulla saracinesca del circolo



SANTA CROCE SULL'ARNO — La notizia della scritta "Comunisti al rogo", comparsa domenica mattina sulle saracinesche del circolo Arci di corso Mazzini, è arrivata fino alla ministra Valeria Fedeli. 

“No a ogni forma di violenza - ha commentato -. Vedere l’immagine della scritta ‘Comunisti al rogo’ sulla saracinesca della Casa del Popolo di Santa Croce sull’Arno non può lasciare indifferenti”.

“La violenza, anche quella verbale – ha aggiunto – va contrastata da chiunque abbia a cuore la nostra democrazia, quali che siano gli schieramenti politici di appartenenza. Vedere poi simili parole, cariche d’odio, lanciate contro chi da anni si impegna per veicolare e realizzare concretamente, nella vita di tutti i giorni, i valori di pace, di inclusione, di giustizia sociale, di pari opportunità e di legalità, non può che far accrescere l’indignazione. Per questo dichiaro la mia più ferma condanna contro questo atto di inciviltà ed esprimo tutta la mia solidarietà al circolo Arci e alla Casa del Popolo di Santa Croce sull’Arno. Sono certa che andrete avanti senza farvi intimidire da simili gesti vigliacchi. E sappiate che mi avrete sempre al vostro fianco”.

Questa mattina, intanto, dopo le ferme condanne di ieri a cominciare da quella della sindaca Giulia Deidda, l'episodio è stato commentato dai diretti interessati, ovvero dall'Arci zona Cuoio. Di seguito la nota diramata.

"E' un brutto risveglio quello che domenica mattina ci ha visti protagonisti, nostro malgrado, come Arci Zona Cuoio. Con l'impressione, di fronte alla scritta 'comunisti al rogo' sulla saracinesca di uno dei più antichi presidi sociali e sindacali del comprensorio, lo storico circolo Primavera nel cuore di Santa Croce, di essere improvvisamente piombati indietro nel tempo, ad un passato che speravamo di aver relegato sui libri di storia.

Eppure, se l'intento dei (soliti) anonimi era quello di scoraggiarci, in un mondo in cui tutto non fa che ripeterci che la socialità è relegata ai socialnetworks, i sindacati non servono a niente e la politica è una professione per pochi tecnici, vergando l'ingresso del circolo lorsignori hanno comunicato tutt'altro. Per tutta la comunità Arci è un clima noto, notissimo, quello che si respira da un po' di tempo a questa parte a Santa Croce e nella zona: un clima che parla la voce dei nostri nonni e di quello che ci raccontavano fosse accaduto prima della ricostruzione delle case del popolo una domenica dopo l'altra, nel tempo libero; e ancora prima degli assalti ai nostri circoli, di quelle camionette che partivano da Pisa piene di gente che non voleva farsi riconoscere e venivano quaggiù, a chiudere presidi di lotta di braccianti e operai; prima delle tante battaglie che negli anni '50, quando il Primavera è nato, furono durissime nel comprensorio del cuoio, per conquistare dignità, salario, tempo libero, rispetto. Prima, quando tutto iniziò con la crisi economica e la voglia di ripulire le città dall'estraneo di turno.

Ebbene tutto questo noi lo conosciamo. La nostra associazione è la prova vivente, fattasi mattoni, rete e relazioni, che oltre i gesti più vigliacchi di intolleranza, oltre il farsi governo e regime di quegli stessi vigliacchi, sempre ci sarà chi sarà pronto a lottare, prima, e a dedicare il suo tempo agli altri per far bella la vita, dopo.

Ringraziamo, in queste ore tutti coloro che stanno esprimendo solidarietà, a cominciare dall'Arci Toscana che ha speso per noi parole di vicinanza".



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