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Elezioni 2020 giovedì 17 settembre 2020 ore 15:53

La leghista Calvetti in difesa del Made in Tuscany

Beatrice Calvetti
Beatrice Calvetti

La candidata al consiglio regionale: "Le nostre aziende completamente abbandonate, i nostri marchi non sono stati né protetti, né salvaguardati"



SAN MINIATO — Beatrice Calvetti, candidata della Lega alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre, è intervenuta per parlare del Made in Tuscany.

"In Toscana esistono tante realtà produttive sulle quali dobbiamo puntare per un rilancio serio della Regione. La Toscana è un luogo unico dove esistono eccellenze produttive nei più svariati settori merceologici. Dai nostri territori nascono saperi e sapori inimitabili, la meccanica, la lavorazione delle pelli, le calzature, l‘abbigliamento, il tessile, il settore dell’arredamento, la costruzione di imbarcazioni di lusso per arrivare al settore agro-alimentare, il florovivaismo, la lavorazione della carta, il turismo e molto altro ancora".

Per Calvetti "nel corso di questi ultimi anni tutti questi settori si sono sempre più “impoveriti” e le cessioni di attività e marchi a multinazionali straniere sono stati innumerevoli". 

Calvetti è stata chiara: "Il distretto tessile pratese è ormai in mano ai cinesi; i francesi hanno acquistato anche, ma non solo, una delle più importanti aziende fiorentine del settore della ceramica, mentre aziende vinicole hanno ceduto la loro attività a multinazionali straniere. Apparentemente queste acquisizioni potrebbero essere viste come interventi positivi, ma lo sono unicamente nel breve periodo. Non sono rari i casi in cui le aziende estere che subentrano si “impossessano” del know-how e del marchio e poco dopo arrivano alla chiusura dell’attività con buona pace dei lavoratori e delle loro famiglie".

"Le amministrazioni di sinistra che fino ad oggi hanno governato la regione si sono sempre riempite la bocca con il “Made in Tuscany” ma la realtà è che le nostre aziende sono state completamente abbandonate ed i nostri marchi non sono stati né protetti, né salvaguardati. Le amministrazioni hanno consentito con troppa facilità ad un mercato di bassa qualità di insinuarsi nel territorio a discapito della sapiente e qualificata operosità toscana. Una Regione votata all’export deve poter contare su infrastrutture efficienti; occorre investire su tutti i fronti, dal trasporto su gomma e ferro fino ad arrivare a quello aeroportuale e navale. Con infrastrutture che facilitano la mobilità potremmo anche pensare di investire in un sistema museale e fieristico che possa anche rappresentare realtà locali. Per rendere le aziende competitive occorre abbassare i costi dei servizi. I cittadini e le imprese si aspettano dalle istituzioni un impegno a difendere e promuovere le eccellenze del territorio toscano con investimenti mirati a tale scopo. Solo così potremo portare lavoro e serenità nelle nostre famiglie, oltre a risvegliare quell’ “orgoglio Toscano” che l’immobilismo della sinistra ci ha fatto dimenticare".



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