Cultura Venerdì 22 Maggio 2026 ore 07:43
La Crocetta torna a norma, completato il restauro

Tanti gli interventi di rifacimento: nuovo sistema di raccolta acque e nuova orditura lignea. Torna a vivere la chiesa lasciata in disuso
SAN MINIATO — Si sono conclusi nelle scorse settimane i lavori di restauro e risanamento strutturale della copertura dell'ex Chiesa della Crocetta, in via Giosuè Carducci a San Miniato. L'edificio, di proprietà della Parrocchia SS. Annunziata e San Domenico era da anni in disuso. Il progressivo degrado della copertura — infiltrazioni, distacchi del manto in laterizio, cedimenti dell'orditura secondaria — aveva reso l'intervento non più rinviabile.
La Compagnia del Riscatto era nata dalla precedente Compagnia dell'Annunziata, attiva a San Miniato fin dal Trecento e già promotrice della costruzione della chiesa della SS. Annunziata.
L'intervento ha previsto lo smontaggio del manto di copertura e dell'orditura secondaria con mantenimento delle capriate, sulle quali si è proceduto alla realizzazione di una nuova orditura lignea, il rimontaggio del manto con il recupero dei materiali originari e l'integrazione di quanto deteriorato, la posa di guaina impermeabilizzante e di sistemi anticaduta. Completano l'opera due nuovi comignoli in mattoni e due lucernari in legno sulla falda interna. Interventi correlati hanno riguardato la facciata su via Carducci (pulizia del paramento in mattoni, stuccatura dei giunti, ripristino della lesena crollata) e il sistema di raccolta delle acque meteoriche. I lavori sono stati realizzati dall'impresa F.lli Alderighi di San Miniato, sotto la direzione lavori dell'arch. Toni stessa.
L'opera, del costo complessivo di circa 182 mila euro, è stata resa possibile dal contributo della Conferenza Episcopale Italiana attraverso i fondi 8x1000 erogati alla Diocesi di San Miniato, e dal sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e di Crédit Agricole Italia.
Il recupero di un edificio storico come la Crocetta non sarebbe stato possibile senza il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e di Crédit Agricole Italia. Il loro contributo, che si affianca a quello altrettanto determinante dell'8x1000 della Chiesa Cattolica, ha permesso di restituire alla comunità un immobile dall’indiscusso valore storico e architettonico, e di dotare la Diocesi di uno strumento concreto per la tutela del proprio patrimonio artistico.
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