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sabato 14 dicembre 2019

Politica mercoledì 27 novembre 2019 ore 16:31

"Aiutiamo le associazioni che vivono Roffia"

Il consigliere regionale del Pd Pieroni ha visitato le strutture alluvionate con l'apertura del bacino di Roffia, per limitare la piena dell'Arno



SAN MINIATO — Dopo la piena che ha causato seri danni alle strutture sportive di Roffia il consigliere regionale Andrea Pieroni è andato in visita all’associazione Canottieri San Miniato e della Canoa San Miniato Asd, che operano nel bacino.

“Sono venuto al lago di Roffia per rendermi conto di persona dei danni subiti dalle associazioni dei canottieri e dei canoisti inseguito alla piena dell’Arno - ha affermato Pieroni -. Ho incontrato il presidente dell’associazione canottieri San Miniato Enzo Ademollo, impegnato in questi giorni con i volontari che stanno riportando tutto alla normalità con non poca fatica. Queste associazioni sportive che operano da molti anni sono realtà preziose per il territorio, dal punto di vista sportivo ed anche sociale. 120 sono gli atleti, soprattutto giovani e ragazzi, seguiti dalle loro famiglie, che frequentano l’area di Roffia per trascorrere momenti di sport a contatto con la natura. Una realtà che merita attenzione, soprattutto in questi momenti di difficoltà essendo il lago una cassa di esondazione attivata per raccogliere le acque dell’Arno, che insieme allo Scolmatore hanno salvato il Valdarno inferiore, la piana pisana e la città di Pisa dal rischio alluvione".

"Purtroppo però qualcuno ha dovuto pagare il prezzo di questa piena e dobbiamo assolutamente correre in aiuto - ha aggiunto il consigliere regionale -. I danni a strutture e attrezzature sono consistenti, quindi l’impegno delle istituzioni deve essere rivolto a risarcire le associazioni rispetto ai danni subiti e a lavorare insieme, soprattutto Regione, Comune e quegli enti competenti in materia, per fare in modo che questa attività possa essere svolta in piena sicurezza, soprattutto nell’interesse di coloro che operano in questa area. Si favorisca quindi il trasferimento delle strutture in uno spazio più sicuro, come già programmato, sempre all’interno del bacino. Attività che vivono e fanno vivere il nostro fiume e il territorio devono essere messe in condizione di operare nelle migliori condizioni".



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