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Attualità mercoledì 25 novembre 2015 ore 16:35

In 6 anni 4613 casi di violenza sulle donne

Un numero impressionante di segnalazioni. Presentate le attività svolte dalla Città Metropolitana. Formazione congiunta per gli operatori territoriali



EMPOLI — Per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Città Metropolitana di Firenze si mobilita per svolgere al meglio il ruolo di regia assegnatole dalla legge regionale riguardante le 'Norme contro la violenza di genere' che ha un duplice obiettivo: da un lato la prevenzione della violenza, dall’altro l’assistenza ed il sostegno alle vittime. 

"Un fenomeno quello della violenza di genere che è in crescita - spiega la consigliera delegata alle Pari Opportunità Benedetta Albanese - se si pensa che dal 2009 al 2015 nel solo territorio metropolitano, 4613 donne si sono rivolte ai Centri antiviolenza, secondo il VII Rapporto dell’Osservatorio Sociale Regionale. Sono dati che si riferiscono a donne che hanno deciso di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza, facendo un primo significativo passo su una strada in genere molto lunga, costituita anche da ripensamenti".
Tanti elementi giocano un ruolo centrale nella decisione di voler uscire dalla relazione violenta: campagne di sensibilizzazione locali, riconoscibilità e radicamento dei Centri antiviolenza, degli Sportelli di ascolto e dei Servizi che si occupano di queste tematiche, formazione degli operatori dei vari Enti con cui la donna può entrare in contatto.
La Città Metropolitana, al fine di intervenire in modo diffuso sul territorio metropolitano, promuoverà, in accordo con i vari Enti istituzionali, un corso di formazione congiunta, curato dall’Agenzia per la Formazione dell’Asl 11 di Empoli, il cui inizio è fissato per il 27 novembre ed è rivolto a 110 operatori del territorio metropolitano, agli operatori delle Aziende Sanitarie, dei Comuni, dei Centri antiviolenza, delle Forze dell’Ordine e della Scuola presenti sul territorio, cioè gli operatori di quegli Enti che costituiscono la Rete territoriale di contrasto alla violenza di genere. 

In un campo in cui, intervenendo spesso in emergenza è fondamentale operare in maniera coordinata e condivisa. Inoltre opererà per un servizio di sostegno all’inserimento o reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza domestica, individuate dai Servizi Sociali dei Comuni. 

Obiettivo del servizio è quello di avviare un processo di autonomia economica delle donne che vivono queste situazioni relazionali violente e soggezione psicologica, attraverso percorsi di accompagnamento al lavoro che, oltre a ridurre almeno la dipendenza economica della donna stessa, la aiutino a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie risorse e capacità, e la aiutino a gestire meglio anche il proprio quotidiano. Infine avvierà una campagna di comunicazione e di promozione dei Servizi esistenti sul territorio, cui possono rivolgersi le donne che vivono situazioni relazionali violente.

E l’Asl 11 ribadisce il suo impegno a favore delle vittime di violenza aderendo alla giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Per favorire la consapevolezza emotiva e cognitiva rispetto al tema del femminicidio  mercoledì 25 novembre è stata realizzata l’installazione “Scarpe senza donne” lungo il viale di ingresso dell’ospedale “San Giuseppe.

Si tratta di una installazione composta da trenta paia di scarpe rosse disposte lungo l’accesso ospedaliero sotto ognuna delle quali è posto un foglio che reca scritto un nome e un’età: quelli di una donna che ha perso la vita perché uccisa da qualcuno che ha amato.

Questo allestimento, realizzato dall’Asl 11 in collaborazione con l’Auser di Empoli che ha fornito le scarpe rosse divenute simbolo del femminicidio, vuole essere espressione di denuncia di questi reati aberranti, che troppo spesso, ancora oggi, vengono perpetrati e subiti nel silenzio della vergogna, della paura, di un falso senso di colpa e di impotenza, e dell’ignoranza.

L’Asl 11, con il progetto “Codice Rosa” al Pronto Soccorso e i protocolli di collaborazione con associazioni come Lilith e Frida che si dedicano a queste persone, dichiara con forza la propria vicinanza e la possibilità di assistere ogni vittima di violenza.

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