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Politica giovedì 10 dicembre 2015 ore 17:15

"Progetti isolati e niente per le frazioni"

I 5 Stelle di Castelfranco attaccano il Piu, il progetto che in queste settimane i sindaci del Valdarno Inferiore stanno presentando ai cittadini



CASTELFRANCO — Singoli progetti come interventi isolati e investimenti solo per i capoluoghi. Sono questi, a detta del Movimento 5 Stelle di Castelfranco, gli aspetti critici del Progetto Innovativo Urbano che nelle ultime settimane i sindaci del Valdarno Inferiore stanno presentando ai cittadini attraverso assemblee pubbliche.

Il piano, che in sintesi è un insieme di progetti di cofinanziamento legati a ripristini strutturali di beni comunali che se rientrassero nel bando regionale porterebbero sul territorio dei sei comuni circa 20 milioni di investimenti, non piace ai grillini locali per diversi motivi.

"Uno degli intenti, se non l’intento primario, di questo bando - spiegano i 5Stelle - è la costituzione della cosiddetta città policentrica termine molto chiaro che lascia ben poco all’immaginazione. I progetti finanziabili riguardano quindi l’intervento in funzioni importanti per la cittadinanza nell’intero territorio della area funzionale: scuole, impianti sportivi e piazze, ecc. A questo punto occorre chiedersi, per esempio, come la realizzazione di un asilo a San Miniato potrà migliorare la fruizione delle scuole di un genitore di Santa Maria a Monte o di Orentano. O come la riprogettazione del Callone a Castelfranco potrà influire sulla vita di un cittadino di Fucecchio o della Serra. Per esempio nel progetto, sono previste opere alla pista ciclabile di collegamento tra alcuni comuni, ma non vi è nessuna idea di come permettere l’attraversamento delle due sponde dell’Arno. Nemmeno gli ultimi due ponti realizzati da pochi anni sono provvisti di una sezione ciclabile. Si spieghi in questo quadro, dove esisteva l’idea e la concertazione territoriale della FUA, quando sono stati pensate e realizzate queste opere?".

"I singoli progetti - sostengono i grillini - appaiono interventi isolati in quadro complessivo di belle premesse e grandi auto elogi di decennali collaborazioni. Creare una città policentrica implica una rivoluzione territoriale molto più ampia, con interventi molto più complessi e incisivi dei progetti messi in campo in questo bando. Purtroppo, questa storia ricorda molto la corsa alle Unione dei Comuni, voluta e votata in tutta fretta forse con la speranza di ottenere finanziamenti o agevolazioni e di cui oggi non si sa molto".

Ma non finisce qui. "Un altra criticità - insistono ancora i 5Stelle - è che tutti gli investimenti riguardano esclusivamente i capoluoghi: zero assoluto è previsto per le frazioni. Se facciamo due calcoli tutti quanti i comuni hanno delle frazioni di importanza rilevante e questo mi pare che se da un lato si cerca di unire i comuni tra loro dall’altro si generano contrasti tra i cittadini perchè si fanno differenziazioni territoriali importanti".

I grillini poi, mettendo comunque in dubbio che il progetto venga davvero accolto, ricordano ai sei comuni che dovranno contribuire con il 20% di quei 20 milioni. Chiedendosi poi cosa accadrebbe se uno dei comuni non potesse contribuire fattivamente alla cifra di sua competenza.


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