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Attualità Giovedì 17 Settembre 2026 ore 11:26
Mini e multiculturalismo, scoppia la polemica

Il sindaco risponde al Provveditore: "No a ideologie sinistroidi". L'opposizione: "Nessun diritto di interferire nelle decisioni dell'Istituto"
CASTELFRANCO DI SOTTO — Scoppia la polemica dopo il primo giorno di scuola a Castelfranco di Sotto. Il sindaco Fabio Mini ha parlato in merito alla visita del Provveditore scolastico agli studi di Pisa Vincenzo Simonetti, definendo i concetti di multiculturalismo espressi come "sinistroidi" e portatori di concetti ideologici: "No a messaggi politici o ideologici a scuola".
“Noi come amministrazione comunale di centrodestra non siamo d'accordo su questo utilizzo strumentale della scuola per lanciare messaggi politici o ideologici. In ogni paese in cui si va si impara la lingua e la cultura del paese che ci ospita, o dove crescono le seconda e terza generazione - ha dichiarato il sindaco Mini - Questa idea 'sinistroide' che ogni volta che arriva uno straniero debba essere io a casa mia a dover imparare sua la lingua, la sua cultura, e tutto ciò che ne consegue, non è accettabile, non esiste proprio. Questa logica va cambiata, questo è un gioco che alla fine non è utile a nessuno, in primo luogo agli studenti italiani, ma non aiuta neppure quelli di origine straniera a conoscere il paese dove si trovano, la scuola deve insegnare la lingua e la cultura italiana a tutti senza nessuna distinzione e aggiungo, se si centrasse questo risultato sarebbe già molto”
La polemica, di delicato tema, ha da subito scatenato reazioni politiche, come quella del gruppo d'opposizione Castelfranco Unita : "Per fortuna l'Istituto Comprensivo Da Vinci di Castelfranco di Sotto non è una succursale o il congresso del suo partito. Alla comunità scolastica non interessano minimamente le "gentili concessioni" del sindaco Mini e della sua giunta su cosa si possa o non si debba fare all'interno delle aule. Programmi, percorsi formativi e didattica li decide esclusivamente l'autonomia scolastica, che è un diritto fondamentale tutelato dalla nostra Costituzione".
"L'amministrazione comunale può dire quello che vuole nei propri comizi, ma non può e non deve arrogarsi il diritto di condizionare in alcun modo quello che si può dire, insegnare o vietare a scuola - continuano dall'opposizione - Il sindaco non ha alcun potere per interferire nelle scelte gestionali, didattiche e organizzative interne di un Istituto Comprensivo".
"Invece di usare gli studenti e l'apertura dell'anno scolastico per fare l'ennesima polemica di turno, il sindaco stia nel suo e pensi a fare il suo mestiere - continuano dall'opposizione - Magari iniziando a tagliare l'erba e a curare il decoro urbano, visto che la sua gestione del territorio è un disastro ovunque, come denunciano quotidianamente i cittadini. Lasci la scuola a chi ha le competenze per gestirla".
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