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sabato 22 febbraio 2020

Attualità lunedì 10 febbraio 2020 ore 12:44

In ricordo della tragedia istriana

Una mostra di pannelli con ricostruzioni storiche e una proiezione in sala Consiliare, una vetrina tematica in Biblioteca, per non dimenticare



CASTELFRANCO DI SOTTO — Oggi viene celebrato il “Giorno del Ricordo”, commemorazione che ogni anno tiene vivo il ricordo di pagine drammatiche della nostra storia: la tragedia dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, le Foibe, la violenza reiterata nei campi profughi, la perdita della propria patria, casa e identità.

Castelfranco ha per questo motivo messo in moto due iniziative: la prima è la mostra “1918-1956 Fascismo Foibe Esodo”, a cura della Fondazione Memoria della deportazione, in corso al primo piano dell’edificio comunale arricchita da una proiezione documentale; la seconda è una vetrina tematica nella Biblioteca Comunale. In Comune sono esposti una serie di pannelli che ricostruiscono, attraverso foto d’archivio e documenti, gli eventi storici che attraversarono il nostro Paese in uno dei suoi periodi più bui. Un preciso e chiaro resoconto dei fatti che ripercorre “Le tragedie del confine orientale” in modo puntuale e scrupoloso. Mentre all’ingresso della Biblioteca, sono stati selezionati volumi dedicati all’argomento, sia romanzi che dossier storici, per incentivare il pubblico di lettori ad approfondire il tema e saperne di più.

“Il Ricordo è un dovere che va rinnovato in nome della verità – ha commentato il sindaco di Castelfranco di Sotto, Gabriele Toti - per sconfiggere aberranti negazionismi storici, per combattere contro le ingiustizie che purtroppo ciclicamente riemergono nella nostra società, per tutelare le nuove generazioni dal pericoloso cancro dell’inciviltà. La Memoria è l’unico antidoto che abbiamo per difenderci da futuri soprusi. Per questo motivo abbiamo deciso di celebrare il Giorno del Ricordo facendo luce sugli eventi storici accaduti non molti anni fa in Istria, una tragedia per molto tempo dimenticata e che ancora oggi viene ricordata in modo strumentale”.




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