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lunedì 10 dicembre 2018

Attualità lunedì 26 novembre 2018 ore 10:50

Una tragedia che invita a riflettere e a reagire

Il suicidio di una diciottenne incinta avvenuto ieri alla stazione ha scosso la città. Franconi: "Aiutare i giovani a crescere è un nostro dovere"



PONTEDERA — La tragedia avvenuta ieri alla stazione ferroviaria di Pontedera, che ha visto morire sotto un treno una ragazza poco più che diciottenne incinta di tre mesi, ha suscitato profondo dolore e sconforto in città e non solo. Perché un'adolescenza difficile non può e non deve giustificare, mai, un gesto così estremo.

La ragazza, a quanto si è appreso, di origini marocchine, aveva vissuto negli ultimi anni fra il Cuoio, la Valdera e Firenze, in affidamento a varie case famiglia, dalle quali però si allontanava spesso una volta raggiunta la maggiore età. Un'esistenza travagliata, appesantita dalla gravidanza, di fronte alla quale nessuno è riuscito a darle una mano, evitando che accadesse il peggio.

"Di fronte alla morte volontaria di un ragazza appena maggiorenne c’è poco da dire - ha commentato l'assessore di Pontedera, Matteo Franconi -. Voler salutare il mondo proprio nel momento migliore per scoprirlo è una scelta che fa male: agli amici, alla famiglia, ma anche a chi non conosceva la giovane che ieri si è tolta la vita lungo i binari della nostra stazione ferroviaria. È il momento del dolore e della riflessione. Di pensare a quanto il nostro tessuto sociale abbia costante bisogno di essere monitorato, armonizzato e innaffiato di cultura e conoscenza. Aiutare i giovani a crescere è un nostro dovere. Trovare una spalla su cui appoggiarsi è un loro diritto.  Un abbraccio sincero ad amici e familiari della giovanissima vita volata in cielo".

"Ieri - queste le parole del sindaco, Simone Millozzi - la nostra città ha saputo e voluto aderire alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne con una serie di iniziative importanti, partecipate e legate da un esiziale e condiviso filo rosso: la coscienza collettiva per cui l'unico modo di superare il bisogno del 25 Novembre sia esploderne il senso e coltivarne il valore durante tutti gli altri giorni dell'anno, nessuno escluso; nelle piazze, nei luoghi di aggregazione, nelle istituzioni ma anche dentro il fruscio silenzioso della quotidianità delle vite affettive, delle sofferenze, e delle fragilità di ciascuno". 

"Proprio ieri - ha aggiunto il primo cittadino - una ragazza poco più che maggiorenne, con un bambino in grembo, già seguita ed aiutata dai progetti e dai servizi di inclusione della nostra comunità e poi abbandonati volontariamente una volta raggiunta la maggiore età, ha deciso di togliersi la vita schiacciata dal peso di un disagio esistenziale considerato, purtroppo, insuperabile. Dentro l'abbraccio commosso ed assieme al cordoglio della nostra città per un evento talmente tragico da risultare inaccettabile deve rafforzarsi la consapevolezza che una donna subisce violenza non soltanto tramite la meschina aggressione fisica e l'intimidazione verbale ma pure attraverso il silenzio subdolo ed indifferente della solitudine; soprattutto nei momenti in cui le avversità della vita avvelenano le radici già deboli della speranza".




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