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Attualità lunedì 11 settembre 2017 ore 14:36

Campi allagati, danni in Valdera e a San Miniato

A seguito delle intense piogge che hanno colpito la provincia di Pisa fra sabato e domenica, Coldiretti fa la conta dei danni



PISA — "Decine e decine di ettari di campi sommersi sotto dieci centimetri di acqua e fango, stalle, serre e capannoni completamente allagati, strutture, macchinari ed attrezzi danneggiati, impianti elettrici saltati".

E' il primo bilancio fatto da Coldiretti all’indomani dell’ondata di maltempo ha colpito pesantemente anche la Pisa agricola in un territorio dove, dice l'associazione,  "il 10 per cento del suolo, circa 232 chilometri, è a rischio elevato alluvione". 

"Le maggiori criticità - scirvono da Coldiretti Pisa - sono state registrate nella zona della Valdegola e nel sanminiatese con numerose aziende allagate a causa dell’esondazione di fossi e canali. L’aridità dei terreni e la prolungata siccità ha evidenziato l’incapacità del suolo di gestire il flusso idrico provocando fenomeni molto diffusi di inondazioni. Dopo la siccità, con il 57 per cento in meno di pioggia rispetto alla media stagionale, il maltempo ha aggravato la già difficile annata agricola delle imprese".

Tra le aziende messe in ginocchio dal maltempo Coldiretti ha segnalato due casi: l’azienda agricola di Francesco Lai in frazione La Serra di San Miniato e l'azienda di Fabio Paperini, nei pressi di Santo Pietro Belvedere

"Nella prima l’acqua ha trascinato via gli ortaggi ed azzerato la produzione. Nella zona di Pontedera, sulla strada provinciale 26 per Santo Pietro Belvedere, la famiglia Paparini convive da anni ormai con un fosso intubato che passa sotto una strada confinante ai suoi terreni che non regge però la portata di grandi quantità d’acqua".

“Le precipitazioni - ha spiegato il presidente Fabrizio Filippi - per poter essere assorbite dal terreno devono cadere in modo continuo e non violento mentre gli acquazzoni aggravano i danni e pericolo di frane e smottamenti. E così è successo questo fine settimane. Annose questioni come quelle dell’Egola, per esempio, sono purtroppo ancora irrisolte. Siamo di fronte al moltiplicarsi di eventi estremi per la tropicalizzazione del clima con l’alternarsi di caldo anomalo, siccità, bombe d’acqua, grandinate violente che hanno provocato danni alla produzione agricola, alle strutture e alle infrastrutture. Il caldo e l’assenza di piogge avevano già causato grandi perdite di raccolto e una infinità di problemi alle produzioni tipiche del periodo, la pioggia ha spazzato via, in alcuni casi, quello che era rimasto. Penso ai foraggi per gli allevamenti e agli ortaggi”. 

“Proseguiamo la ricognizione dei danni alle aziende - ha aggiunto Aniello Ascolese, direttore Coldiretti Pisa Livorno - condizione indispensabile per aprire un dialogo con la Regione Toscana e cercare di ottenere sotto forma di risarcimento un sostegno economico. La situazione, in tutta la provincia, resta complicata”.


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