Attualità Lunedì 08 Giugno 2026 ore 12:30
La Casa della comunità è "certificata"

La struttura di via Mainardi ha ricevuto il via libera: rispetta gli standard organizzativi e tecnologici richiesti dal Pnrr per il funzionamento
SANTA CROCE SULL'ARNO — La Casa della comunità di Santa Croce sull'Arno, intitolata a monsignor Luciano Niccolai, ha ufficialmente ottenuto la certificazione di conformità agli standard previsti dal decreto ministeriale relativo. Un passaggio cruciale che attesta il rispetto dei requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici imposti dal Pnrr.
"L'ottenimento di questa certificazione non è un semplice traguardo tecnico - ha commentato Valerio Mari, direttore generale dell'Ausl Toscana centro - ma la conferma che la nostra visione di sanità territoriale sta prendendo vita. La struttura di Santa Croce, nel suo ruolo di hub, garantisce risposte che vanno oltre la cura clinica".
"Un obiettivo strategico che va ben oltre l'adempimento burocratico - ha aggiunto il dottor Franco Doni, direttore della Società della salute Empolese Valdarno e Valdelsa - queste strutture sono il vero cuore della riforma dell'assistenza sanitaria di prossimità. La casa della comunità ha un ruolo centrale e si realizza quella sanità territoriale che è il pilastro del nuovo sistema salute".
La Casa della comunità di Santa Croce opererà come un centro hub, garantendo un'area accoglienza con personale di segreteria e Cup, ambulatori per i medici di medicina generale e specialisti in dermatologia, reumatologia, urologia, ortopedia e otorinolaringoiatria. L'offerta comprende anche il punto prelievi, l'ambulatorio ostetrico-ginecologico, il consultorio giovani, l'odontoiatria, la continuità assistenziale e il Punto di intervento rapido e la presenza dell'infermiere di famiglia.
"Questa struttura nasce da una sinergia che va oltre le parole, tra l'amministrazione comunale e la Società della Salute - ha aggiunto il sindaco Roberto Giannoni - l'amministrazione comunale, da quando sono sindaco, ha sempre chiesto e posto un unico vincolo, ovvero che questo edificio e i servizi che eroga fossero veramente vicini alla popolazione. Credo che la Società della Salute abbia saputo cogliere pienamente questi obiettivi a cominciare dal nome, chiesto da noi, che porterà il complesso intitolato a monsignor Luciano Niccolai, parroco del territorio che servì a Santa Croce come cappellano dopo l'ordinazione e fu il fondatore dei Lupi Pallavolo".
Il dottor Paolo Amico, direttore del Coordinamento organizzativo sanitario della zona, sottolinea l'impatto di questa riorganizzazione. "La nostra priorità - ha affermato - è l'accessibilità dei servizi per la popolazione. Disporre di un luogo unico che integri i servizi sociali, i programmi di screening e vaccinazioni, oltre a strumentazioni diagnostiche di primo livello e telemedicina, cambia radicalmente l'esperienza di cura del paziente. È un modello che potenzia l'empowerment dei cittadini, specialmente per chi affronta percorsi di cronicità".
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