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Lavoro giovedì 23 luglio 2020 ore 18:25

Assoconciatori, bilancio di tre anni e di Covid

Relazione annuale della presidente Maila Famglietti ai soci di Associazione Conciatori

Nei giorni scorsi l'assemblea annuale dei soci della Associazione Conciatori, con la relazione da parte della presidente Maila Famiglietti



SANTA CROCE SULL'ARNO — Con l’approvazione del bilancio 2019, avvenuto ieri, si è concluso il mandato dell'attuale Cda della Associazione Concatori. A relazionare è stata la presidente di Assoconciatori, Maila Famiglietti.

"Questa pandemia condiziona complessivamente la nostra vita e le nostre attività aziendali" ha esordito la presidente, che ha subito posto l'attenzione sulla "situazione politica che è sempre difficile da valutare", con l'aggiunta che "l’economia mondiale è continuamente sospesa, i mercati mutano, lo spread sale o scende, la disponibilità di credito, ma anche di materie prime, cambia completamente", un "contesto macroeconomico così caotico" che "rende molto difficile fare impresa".

"Per il nostro settore l’anno 2019 è stato un anno senza dubbio complesso e difficile, con una flessione di alcune grandi firme sui mercati mondiali. Molti brand hanno cambiato le modalità di approvvigionamento, collocandosi in una programmazione di medio-breve termine, che evita loro di fare scorte di magazzino, spostando questi oneri sulla conceria. Le nostre aziende devono essere, quindi, sempre più strutturate e capitalizzate perché, per garantire i prezzi di una stagione, occorre approvvigionarsi di grezzo pur non avendo la certezza degli ordinativi. Le concerie sono diminuite di numero, ma non è calata per questo la potenzialità produttiva nel nostro distretto".

"La situazione adesso è molto difficile e se la fine del lock down è stato comunque un evento positivo per la riapertura delle attività produttive - così la presidente sulla situazione attuale -, in realtà come era prevedibile il lavoro e gli ordinativi sono veramente rallentati. I dati macroeconomici che abbiamo dal depuratore e dalle altre società consortili, confermano che le aziende di media lavorano circa al 50-60% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2019, che già come sappiamo è stato un anno negativo per il settore. Molte firme hanno sospeso o annullato gli ordini e tutti sono alla finestra per capire come si muoverà il consumo dei prodotti in pelle.

Famiglietti ha quindi elencato gli obiettivi raggiunti dall'Associazione Conciatori. Fra questi la realizzazione del Po.te.co. e di tutte le attività e le opportunità di ricerca e formazione ad esso collegate, la collaborazione con Unic e con la Stazione Sperimentale delle Pelli, le attività del Gruppo Giovani Imprenditori, il progetto “Amici per la Pelle” giunto dalla decima edizione, una maggiore attenzione al tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, l'impegno nel Comitato Promotore Emas, il progetto di videosorveglianza evoluta delle zone industriali, l'attività del “Gruppo di acquisto” sia dell’energia elettrica che del metano, per arrivare a "la sfida di comunicare e valorizzare l’immagine dell’intero distretto, facendone conoscere le sue risorse uniche ad un pubblico sempre più ampio e trasversale" e a quanto fatto nei primi mesi del 2020 segnati dal coronavirus, sostegno alle aziende da un lato e solidarietà verso il territorio dall'altro. 

"Programmare e operare per la sostenibilità ambientale - ha sottolineato la presidente di Assoconciatori - è un’attività che gli imprenditori e le amministrazioni locali hanno intrapreso ormai da circa 40 anni. La scelta programmatica di portare avanti, quella che ormai è divenuta una vera e propria filosofia consortile, per risolvere le varie problematiche ambientali dalla depurazione dell’acqua, per passare al recupero cromo, a quello del carniccio e delle rasature, al trattamento dei fanghi, con POTECO, ultima realtà che abbiamo avviato, che si occupa della formazione, della ricerca e del trasferimento tecnologico, si è dimostrata lungimirante e vincente. Il nostro distretto è diventato attrattivo nei confronti di tutti i maggiori player internazionali della filiera, perché di fatto produrre pelli in Toscana è garanzia di sostenibilità e rispetto dell’ambiente". 

Un impegno costante per l'Associazione Conciatori, che a marzo ha siglato il primo "Patto per l'economia circolare".

Famiglietti non ha mancato di affrontare il caso Sgs. "In merito ai fatti accaduti in queste settimane che hanno riguardato il Consorzio SGS - così la presidente Assoconciatori -, considerando che ci sono ancora le indagini in corso, l’Associazione Conciatori si auspica che queste chiariscano con celerità e completezza la reale portata di quanto accaduto, ricordando, come nel nostro apposito comunicato stampa diffuso agli organi di informazione, che la società “Consorzio SGS” è una società consortile partecipata da aziende conciarie del distretto per attività di recupero di sottoprodotti di origine animale provenienti dalla lavorazione conciaria, obiettivo per il quale è attiva dagli anni ’70. Il Consorzio SGS, come da statuto, è stato costituito senza fini di lucro e tutti i suoi amministratori, presidenti e consiglieri che operano pro tempore, hanno ricoperto la carica a titolo gratuito".

Nelle conclusioni un richiamo ai colleghi di Ponte a Egola: "A distanza di oltre dodici mesi, non abbiamo avuto riscontro della proposta fatta ai colleghi Conciatori di Ponte a Egola per una gestione unica della depurazione, preludio necessario per arrivare a una vera dimensione di unità distrettuale. La nostra offerta, chiamata “Offerta amichevole di integrazione della depurazionemira ad arrivare all’obiettivo di una società unica che gestisce la depurazione del distretto, nell’interesse di tutti, con una tariffa uguale per tutti. La depurazione su larga scala funziona meglio e costa meno. La nostra Associazione negli anni ha portato avanti l’integrazione prima tra il depuratore di Santa Croce con quello di Castelfranco e poi l’unione con quello di Fucecchio. In questi passaggi abbiamo riscontrato sempre una ottimizzazione dei costi a vantaggio di tutte le concerie. Comprendiamo che a primo impatto la cosa possa suscitare qualche preoccupazione; è vero infatti che Il Depuratore di Santa Croce (Aquarno) ha una dimensione quadrupla rispetto a quello di Ponte a Egola (Cuoiodepur) e che questa rispecchia il numero delle concerie afferenti ai consorzi. Confermiamo però che come già avvenuto nei confronti dei depuratori di Castelfranco di Sotto e Fucecchio, tutti troveranno la propria rappresentatività nel Board amministrativo".

"L’interesse dei conciatori è unico - ha concluso Famiglietti - e tutti dovrebbero mirare al raggiungimento di questo obiettivo, in special modo le realtà ed i soggetti che svolgono ruoli di rappresentanza. Al contrario, restando divisi, si creano situazioni che frenano la capacità di ammodernamento e sviluppo del sistema distrettuale. Una società unica che gestisce la depurazione del distretto, questa è la nostra proposta, che porterebbe vantaggi economici importanti a tutti e proporzionalmente maggiori proprio ai colleghi di Ponte a Egola che attualmente pagano una tariffa più alta della nostra. Noi abbiamo ribadito questa proposta pubblicamente e per iscritto, nella massima trasparenza e sincerità, ci auspichiamo che ci giungano risposte positive nelle solite modalità. Purtroppo però è l’attualità che ci porta le maggiori preoccupazioni".



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