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Attualità martedì 11 agosto 2015 ore 17:45

Poste chiuse a Marti, il Pd passa al contrattacco

Intervento della segreteria del partito: "Siamo al fianco degli abitanti e prenderemo tutte le iniziative più opportune, anche non istituzionali"



MONTOPOLI IN VAL D'ARNO — "Il Partito Democratico ha appreso con stupore della rinnovata decisione di Poste Italiane di chiudere l'ufficio postale di Marti entro la prima settimana di settembre, così come si apprende da un volantino che è stato affisso a bella posta a Marti la settimana scorsa. Sembra di essere tornati indietro di sei mesi; non sono bastate a quanto pare la raccolta firme e l'avvio del ricorso presentato al Tar, che hanno pure portato l'azienda a compiere un passo indietro a maggio".

Così in una nota, Letizia Fogli, della segreteria del partito.

Aggiungendo che il Pd "sostiene la presa di posizione dell'amministrazione comunale di Montopoli, annunciando che il gruppo consiliare del Pd presenterà una mozione sull'argomento nel prossimo consiglio comunale. Il Pd montopolese sarà comunque al fianco cittadini di Marti, riservandosi di compiere tutte le iniziative che riterrà opportune, anche non istituzionali".

"Ricordiamo che Poste Italiane - si sottolinea - aveva preso la decisione chiudere l'ufficio di Marti e ridurre l'orario dell'ufficio di Capanne nel quadro di una riorganizzazione nazionale, dovuta ad una riduzione degli utili del 79 per cento nell'anno 2014. Per capire cosa sta succedendo dobbiamo però provare a leggere fra le righe di quel dato, anche se prima è necessario rendersi conto della trasformazione che sta prendendo corpo in Poste Italiane, un atto che è in corso da tempo ed è purtroppo al di là della volontà delle amministrazioni locali. Apprendiamo infatti che in questi giorni Poste Italiane dovrà presentare alla Consob (la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) un prospetto informativo, che sarà il passo definitivo per portare sul mercato azionario il 40 per cento del gruppo dell'azienda; di questa quota, il 30 per cento riguarderà la vendità al dettaglio (in maggior parte, sarà vendita agli sportelli). In sostanza, Poste Italiane deve dimostrare di avere un dato valore nominale (che, nell'interesse dell'azienda, deve essere il più alto possibile), valore che è dovuto anche al rapporto fra le entrate (fra cui figurano, oltre al costo delle operazioni, le speculazioni sui capitali depositati dai correntisti) e le uscite dell'azienda (fra cui figurano i i costi di gestione, ad esempio quelli per tenere aperti gli sportelli). Poste Italiane dunque agisce, a quanto pare, nell'ottica del perseguimento di un utile. Quello che è in atto è un meccanismo di finanziarizzazione dell'azienda, che da un'azienda di servizi postali si sta trasfomando sempre di più in una vera e propria banca, a detrimento della sua originaria funzione di servizio pubblico; l'unico servizio a cui, lo ricordiamo, molti anziani senza possibilità di spostamento possono rivolfersi per il pagamento di bollette e l'accredito della pensione". 

Da questo punto di vista, "che come Partito Democratico non condividiamo, la decisione della chiusura dello sportello postale di Marti sembra essere dunque dovuta principalmente alla diminuzione dei depositi finanziari intercorsa in questi anni. Il Partito Democratico sostiene la presa di posizione dell'amministrazione comunale di Montopoli, annunciando che il gruppo consiliare del Pd presenterà una mozione sull'argomento nel prossimo consiglio comunale. Il Pd montopolese sarà comunque al fianco cittadini di Marti, riservandosi di compiere tutte le iniziative che riterrà opportune, anche non istituzionali."


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