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Cronaca venerdì 04 luglio 2014 ore 15:24

Sequestrate 3 tonnellate di hashish: cinque in manette

Maxi operazione della polizia in tutta la provincia. Rinvenuti anche 11mila euro in contanti, sequestrati al porto di Marina di Pisa



PROVINCIA DI PISA — Tre tonnellate di hashish purissimo, è la quantità del materiale sequestrato al porto di Marina di Pisa, durante l'operazione Cafe del mar, scattata all'alba del 2 luglio. L'hashish è stato rinvenuto a Bocca d'Arno, all'interno di uno yacht da 20 metri immatricolato a Viareggio e sequestrato dalla polizia. 

Cinque gli arresti e 11mila euro in contante trovati sulla barca.  

gli agenti della squadra mobile, coordinati dal dirigente Rita Sverdigliozzi e dal funzionario Fabrizio Valerio Nocito di stroncare un importante traffico di droga. I risultati dell'operazione sono stati presentati questa mattina dal questore di Pisa Gianfranco Bernabei, dal procuratore Ugo Adinolfi e dal sostituto procuratore Aldo Mantovani che ha coordinato le indagini. Un'attività investigativa che ha tolto dal mercato locale e nazionale un quantitativo di stupefacente che avrebbe fruttato oltre tre milioni di euro. L'hashish secondo gli inquirenti, in parte sarebbe finito sul mercato della provincia di Pisa e in parte in Versilia, per poi forse avrebbe preso la strada di altre destinazioni, verso il nord Itala.

I poliziotti hanno sorpreso i cinque trafficanti, ora in carcere, proprio mentre stavano per scaricare la sostanza stupefacente, tanto che tra i veicoli sequestrati vi sono anche due furgoni che avrebbero dovuto trasportare la droga verso altre destinazioni una volta scaricata.

Sono fini ti in manette Paolo Varagnolo, skipper di circa 60 anni residente nella provincia di Venezia, Mauro Loconsolo, skipper di circa 35 anni, Elvis Ballini, marinaio di circa 30 anni residente nella provincia di Milano, Giuseppe Giove, trasportatore di 35 anni residente nella provincia Milano, Emilio Caglia Ferro, 40 anni residente nella provincia di Napoli sono finiti manette e sono accusati di vari reati legati al traffico di stupefacenti in concorso tra loro, per loro il pm Mantovani ha chiesto la custodia cautelare in carcere.

Nell'operazione che ha richiesto l'impiego di molti uomini della polizia di Pisa, un agente è anche rimasto ferito a causa di una caduta mentre stava scavalcando una rete, si tratta del sostituto commissario Marco de Franchi, che ha riportato una frattura ad una spalla. Mentre saliva sulle rete infatti stava anche impugnando la pistola e questo non gli ha permesso di attutire la caduta.

Quella che aveva messo in piedi il traffico di hashish era un'organizzazione ben articolata e che poteva contare su ingenti somme di denaro tanto che i trafficanti di droga si sono potuti anche permettere di noleggiare l'imbarcazione e l'acquisto di jammer, un apparecchio molto potente, solitamente in dotazione all'esercito che oscura ogni segnale elettronico, neutralizzando telefoni e impulsi elettromagnetici nel raggio di alcune centinaia di metri. Uno strumento molto costoso che normalmente non si trova in commercio e che è stato rinvenuto sull'imbarcazione.

Le indagini sono partite per caso dalla segnalazione di un agente della questura di Pisa appassionato di imbarcazioni e di mare e che quindi spesso frequenta il porto di Marina di Pisa. L'agente infatti è venuto sapere alcuni giorni prima dell'operazione di polizia scattata il 2 luglio, che a bocca d'Arno a tre chilometri all'interno le fiume era stato affittato un posto barca per uno yacht di considerevoli dimensioni per una cifra spropositata e l'affittuario l'aveva pagato senza battere ciclo. La cosa lo ha insospettito. Da li sono partite le intercettazioni ambientali e telefoniche che poi ha permesso agli agenti di capire cosa stessa accadendo. Appena gli investigatori hanno avuto la certezza della situazione son intervenuti, proprio mentre i malviventi si accingevano a scaricare lo stupefacente.

“Per Pisa – hanno ricordato il questore Bernabei e il procuratore Adinolfi – questa è un'operazione inedita; mai era capitato di sequestrare un quantitativo così ingente di hashish e mai avremmo penato di trovarci di fronte a tre tonnellate di stupefacente, confezionato in 123 pacchi, quanto è scattata l'operazione. Sicuramente un sequestro importante per stroncare i traffici di stupefacenti”.

All'interno dell'imbarcazione sono stati rinvenuti anche documenti, dépliant e altro materiale che farebbero pensare agli investigatori che i trafficanti prima di arrivare in Italiani abbiano fatto scalo in vari porti francesi e spagnoli e arabi, materiale che potrebbe rivelarsi prezioso per ulteriori indagini ancora in corso.


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