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Attualità mercoledì 07 gennaio 2015 ore 10:40

Imu agricola, Cia Pisa: "Non pagheremo"

Berti, presidente provinciale: ​"Questa tassa serve a far cassa sulla pelle del mondo agricolo e noi ci opponiamo"



PROVINCIA DI PISA — La scadenza dell'Imu agricola è stata rinviata al 26 gennaio. L 'associazione di categoria degli agricoltori torna a denunciare con forza la propria opposizione al decreto governativo che ha ripristinato l'Imu per i terreni agricoli. 

Dopo la netta presa di posizione dell'Anci Puglia, che ha invocato l'annullamento definitivo dell'imposta, è la Cia (Confederazione italiana agricoltori), a ritenere il ritiro incondizionato del provvedimento "l'unica via d'uscita per evitare le tensioni sociali già in atto tra gli agricoltori e i cittadini". 

"Grazie al ricorso dell' Anci - dice il direttore di Cia Pisa Stefano Berti - in tre regioni il tribunale amministrativo ha sospeso il pagamento e si pronuncerà il 20 gennaio: noi diciamo agli associati di non pagare, anche perchè dal 21 al 26, in pochi giorni, non ci sarebbero i tempi per preparare tutto e fare i conteggi; e comunque se proprio alla fine quel balzello si dovrà pagare, sarà possibile farlo con pochi euro di mora nelle settimane successive. Intanto, anche per dare un segnale forte, non paghiamo questa tassa con cui si punta a reperire risorse ancora sulle spalle degli agricoltori". 

Tra Valdera, Valdarno e Valdicecina, la questione riguarda centinaia di aziende: dalle loro tasche dovranno uscire oltre un milione e mezzo di euro. L'Imu agricola individua i terreni agricoli da assoggettare al tributo soltanto sulla base del criterio altimetrico dove sono situati i comuni. Nella nostra zona non c'è un comune sopra i 600 metri (quindi esenti). 

Ce ne sono sette invece tra 281 metri e 600 (Castellina Marittima, Castelnuovo Val di Cecina, Chianni, Monteverdi, Montecatini Val di Cecina, Pomarance e Volterra): qui saranno esenti coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti all'Inps; le imprese agricole invece pagheranno. 

Tutti gli altri, sotto i 280 metri di altitudine, pagheranno l'imposta e alcune agevolazioni sono previste sempre per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti all'Inps.


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