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Attualità lunedì 13 febbraio 2017 ore 10:30

Il Rotary restaura tre tele dimenticate

Si tratta di dipinti attribuiti a Giovanni Maria Tamburini, da anni riposti nei magazzini del museo civico. A lavoro ultimato verranno esposti



FUCECCHIO — E’ iniziato il restauro, finanziato dal Rotary Club Fucecchio-Santa Croce S.A., di tre importanti tele del XVII secolo.

Sabato scorso oltre quaranta persone hanno affollato il Museo Civico di Fucecchio per seguire“in diretta” il restauro delle tre tele che fino a poco tempo fa giacevano, da anni, nei magazzini dello stesso museo. Presenti i soci e il presidente del Rotary Carlo Taddei, l’assessore alla cultura Daniele Cei, il direttore del museo Andrea Vanni Desideri e la restauratrice Sandra Pucci.

I tre dipinti, messi in sicurezza anni addietro per interessamento dell’allora assessore alla cultura Aurora Del Rosso, ma rimasti in attesa di restauro, sono di proprietà del Comune cui sono giunti come parte del patrimonio dell’Opera Pia Landini Marchiani, istituita per volontà testamentaria di Carlo Landini Marchiani (1835-1892), ultimo esponente della famiglia. Le opere facevano parte degli arredi della villa che la famiglia possedeva presso Ponte a Cappiano e un’iscrizione sul telaio di una di esse le indica come provenienti dalla importantissima collezione del conte Sampieri di Bologna. 

L’autore delle due tele raffiguranti trionfi, che la stessa iscrizione identifica con l’allievo di Guido Reni, Francesco Gessi (Bologna 1588-1649), è stato invece individuato dal professor Daniele Benati dell’Università di Bologna, proprio in occasione delle fasi preliminari del restauro, in Giovanni Maria Tamburini (Bologna 1575-1660), anch’esso allievo del Reni. Due delle opere sono state evidentemente concepite come coppia di trionfi di intento moraleggiante, uno che descrive i vizi, l’altro che celebra le virtù, popolati di personaggi e elementi allegorici sullo sfondo di paesaggi montani con vedute di città e castelli di grande suggestione. Le opere schiudono interessanti prospettive di studio, in primo luogo la lettura della complessa iconografia e i soggetti dei due trionfi che vanno ad arricchire il corpus della produzione del Tamburini ma anche, in prospettiva più locale, sulla proprietà originaria delle opere (è noto che Carlo Landini beneficiò della cospicua eredità del suo tutore Stefano Marchiani nel 1864) e sulle modalità con queste giunsero a Fucecchio, attraverso una delle due famiglie e forse proprio nel momento della dispersione della collezione Sampieri.

I tre dipinti andranno ad arricchire, a lavoro ultimato, le pareti della struttura fucecchiese.


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