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Attualità venerdì 02 gennaio 2015 ore 19:57

Bilancio approvato, più di 800mila euro di risorse

Bertini: "Abbiamo deciso di destinare più risorse ai servizi educativi e scolastici e nel settore sociale"



SAN MINIATO — E’ arrivato il via libera definitivo da parte del consiglio comunale al bilancio di previsione 2015 del Comune di San Miniato. 

“Rispetto all’assestato 2014, abbiamo circa un milione di risorse in meno dovute ai tagli agli enti locali previsti dalle manovre di spending review (543mila euro) e dal fondo crediti dubbia eseguibilità (425mila euro) – dichiara l’assessore al bilancio, Gianluca Bertini -. In un quadro che si delinea più complesso già in partenza, rispetto all’anno appena concluso, abbiamo scelto di redigere il bilancio di previsione per l’anno 2015 confermando la volontà di destinare il maggior numero di risorse nei servizi educativi e scolastici, e nel settore sociale. Contemporaneamente, abbiamo deciso di lasciare invariate le tariffe sui servizi a domanda individuale e le aliquote in materia di imposte locali, come Imu, Tasi e addizionale Irpef – prosegue -. Vista la situazione di partenza, non era scontato, anche perché vi erano i margini, consentiti dalle norme in vigore, per aumentare alcuni tributi. A causa della delicata situazione economica generale, abbiamo lavorato su una riorganizzazione della struttura organizzativa dell’ente e su una riduzione generale di alcune voci di spesa (manutenzioni ordinarie, trasferimenti e contributi, personale, consulenze esterne e altre voci di spesa non obbligatorie), oltre alla revisione e riorganizzazione di servizi e alla previsione di una serie di operazioni tese al conseguimento di ulteriori risparmi di spesa o di eventuali nuove risorse”. 

Tra gli obiettivi per il 2015 c’è il risparmio energetico, con la messa in atto di una serie di operazioni per ridurre i costi delle utenze relative all’illuminazione pubblica ed edifici pubblici, una riorganizzazione del trasporto pubblico locale, e la costituzione di un apposito ufficio comunale destinato ad una figura che avrà il compito di reperire finanziamenti comunitari, azione sancita dalla recente adesione dell’amministrazione all’associazione Tecla. 

“Abbiamo inoltre deciso di non applicare né ‘l’imposta di scopo’, né ‘l’imposta di soggiorno’ per gli anni 2015, 2016 e 2017 – spiega ancora l’assessore -, e di non contrarre mutui, scelta che portiamo avanti dal 2009, e che vedrà un consistente beneficio economico dall’anno 2016, momento in cui saranno giunte a scadenza diverse operazioni di mutui pregressi e si renderanno disponibili risorse per circa 800mila euro”. 

Per quanto riguarda le imposte, che non vengono aumentate, per l’addizionale Irpef il Comune ha stabilito una fascia di esenzione totale fino a 10mila euro e aliquote differenziate per scaglione di reddito: fino a 15mila euro 0,7 per cento; da 15mila a 28mila euro 0,72 per cento; da 28mila a 55mila euro 0,76 per cento; da 55mila a 75mila euro 0,78 per cento e oltre 75mila euro allo 0,8 per cento, il massimo applicabile. Per l’Imu sono escluse dal pagamento dell’imposta le abitazioni principali e pertinenze, i fabbricati rurali (abitativi) e i fabbricati rurali (strumentali). Per i terreni agricoli, l’aliquota è allo 0,86 per cento, per l’abitazione principale di categoria A/1, A/8, A/9 (ville, abitazioni signorili, immobili di particolare pregio storico e artistico, castelli) e pertinenze è allo 0,4 per cento, con detrazioni di legge, mentre per i fabbricati ad uso abitativo locati con contratto di locazione registrato l’aliquota è allo 0,96 per cento. Per i fabbricati ad uso abitativo diversi da abitazione principale e non locati è all’1,06 per cento e per altri immobili (compreso le aree fabbricabili) l’aliquota è fissata allo 0,86 per cento. Per le detrazioni relative alla Tasi, nel 2015 si andrà in base alla rendita e le aliquote applicate riguardano la tipologia di immobile: le abitazioni principali di categoria catastale tra A2 e A7 e relative pertinenze con rendita fino a mille euro, vedono un’applicazione del’imposta al 2,5 per mille; per le abitazioni principali di categoria catastale tra A2 e A7 e relative pertinenze con rendita oltre mille euro la misura dell’imposta applicata è del 3 per mille; per le abitazioni principali di categoria catastale A1, A8 e A9 e relative pertinenze, si applica il 2 per mille, il massimo, mentre per le aree edificabili e altri immobili la misura dell’imposta applicata è dell’1 per mille. Sono confermate anche le detrazioni, con un meccanismo a scaglioni, fino alla rendita catastale di 700 euro. La Tari (tariffa sul servizio dei rifiuti) vedrà l’estensione dal 4 maggio della raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale.

Grazie alle operazioni di verifica e controllo effettuate nel 2014, che proseguiranno anche nel 2015, l’incremento medio delle tariffe, comprensivo del costo iniziale di partenza del porta a porta totale è limitato a circa l’1,80 per cento per le utenze domestiche e a circa il 2,80 per cento per le utenze non domestiche. Dal 2016 con il nuovo servizio a regime dovrebbe essere conseguita una diminuzione delle tariffe. Le opere pubbliche elencate nel programma annuale ammontano a 4.319.760 euro, prevedendo interventi di manutenzione straordinaria su strade, cimiteri, scuole verde pubblico, impianti sportivi, riqualificazione di locali e spazi pubblici (complesso San Domenico e Piazza del Popolo). Complessivamente il bilancio del Comune di San Miniato si attesta su un valore di 30.445.446,60 euro. “In un anno dove ancora una volta i Comuni si trovano a registrare una diminuzione delle risorse a disposizione e con i trasferimenti statali ormai azzerati, l’amministrazione comunale di San Miniato ha ritenuto ancora una volta di sostenere quelle priorità che ha perseguito in questi anni, garantendo il mantenimento delle risorse destinate ai servizi educativi, scolastici e sociali – conclude il sindaco, Vittorio Gabbanini -. Abbiamo deciso di lasciare inalterate sia le tariffe dei servizi a domanda individuale, sia quelle sulle imposte locali, confermando riduzioni e agevolazioni per le fasce più deboli e svantaggiate”.


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