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Interviste sabato 08 marzo 2014 ore 09:00

Associazione Frida Kahlo: "La violenza di genere è un fatto culturale"

Le operatrici dell'associazione "Frida Kahlo"

Nella festa della donna, la presidente Forfori parla di un aumento dei casi tra Valdarno Inferiore ed Empolese Valdelsa del 120 per cento dal 2008



SAN MINIATO — La violenza sulle donne troppo spesso appare come un concetto astratto. E invece è un problema sociale concreto che deriva da fattori culturali, come spiega la presidente dell’associazione “Frida Kahlo” di San Miniato, Elisa Forfori. “Quando si parla di vittime di violenza di genere è necessario abbattere alcuni stereotipi: non si tratta di donne extracomunitarie, senza istruzione o lavoro. E anche il maltrattante non ha un profilo. Molte sono donne italiane, istruite, provenienti da tutti i ceti sociali. Perché la violenza è un fenomeno trasversale, che ha origini culturali. A fare la differenza è l’indipendenza economica”.

L’associazione, nata a San Miniato proprio l’8 marzo 2008, e che dal giugno 2013 ha aperto un centro antiviolenza in via Tosco Romagnola Est 660 (realizzato con il finanziamento del dipartimento delle Pari Opportunità e con la Società della Salute del Valdarno Inferiore) con nove posti letto, è composta da sei operatrici, due responsabili e due avvocati (penalista e civilista). Ha come obiettivo quello di far emergere, prevenire e contrastare la violenza di genere: “Vogliamo fare di ogni donna una persona valorizzata, autorevole, indipendente e libera che conosca le differenze di genere e che operi in solidarietà con altre donne”, spiega la presidente.

E i dati raccolti dall’associazione “Frida Kahlo” sul territorio del Valdarno Inferiore e dell’Empolese Valdelsa sono preoccupanti: dal 2008 si sono rivolte a loro oltre 200 donne; solo nel 2013 hanno bussato alla loro porta ben 83. “Da quando abbiamo iniziato c’è stato un incremento del 120 per cento – fa sapere la Forfori -. Un dato che da una parte deve far riflettere sull’entità del fenomeno, mentre dall’altro, per fortuna, può contare su un centro come il nostro”. Più del 70 per cento delle donne che si sono rivolte a loro sono italiane.

“La violenza è sempre psicologica – spiega ancora la presidente -, però in alcuni casi diventa, fisica, sessuale ed anche economica. Spesso queste donne hanno figli e il loro timore più grande è di perderli. Perciò, parte del nostro lavoro, consiste anche nel restituire a ciascuna di loro oltre alla dignità, anche i diritti che non credono più di avere, oltre a renderle libere dal senso di colpa. Per questo è importante che ci siano, da parte delle istituzioni e della giustizia, una serie di leggi che restituiscano alla donna una dignità. Non esiste risarcimento materiale che sia bastevole per chi ha subito violenza, però è fondamentale che la società riconosca che il marito o il compagno ha sbagliato e che paghi per questo”.

E la presidente dell’associazione “Frida Kahlo” si dice soddisfatta anche del sostegno normativo della nostra Regione: “Poche settimane fa è stata proposta una legge che garantisca alle donne vittime di violenza la copertura economica per l’assistenza legale, e questo ci incoraggia. La nostra Regione è molto attenta a questo problema, anche se credo che, per mettere in atto il cambiamento necessario, occorra agire al livello nazionale e in ambito culturale, con iniziative legate al mondo della scuola, come facciamo noi con l’iniziativa ‘Consapevolmente pari’”.

Chi si rivolge al centro trova innanzitutto ascolto senza giudizio e poi sostegno di ogni tipo: psicologico, fisico, giudiziario e nel rapporto con i figli. “Queste donne hanno una grande forza – spiega ancora la Forfori -. Noi le sosteniamo, è vero, ma la più grande risorsa la trovano dentro di loro per affrontare il percorso che le rende libere dalla violenza. E proprio perché ci vuole una grande forza per uscire da queste situazioni, abbiamo scelto una figura come Frida Kahlo a rappresentarci, donna dotata di una forza straordinaria”. E la presidente Forfori lancia un appello a tutte quelle donne vittime di violenza che non riescono a denunciarla: “Vi possiamo ascoltare, capire ed aiutare perché anche noi siamo donne. Non abbiate paura o vergogna a denunciare la violenza, solo parlandone potete tornare a vivere”. (346.7578833 o 0571.42649 – centroantiviolenzafridakahlo@gmail.com) 


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