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Attualità lunedì 18 agosto 2014 ore 15:27

Acque spa alla fiera della green economy

Puman, un progetto per il miglioramento delle fognatura nera, condiviso con la Regione e l'autorità, presentato a Ecomondo il prossimo novembre



COMPRENSORIO — Acque Spa (gestore idrico del Basso Valdarno) e la sua partecipata, Ingegnerie Toscane, sono state scelte per presentare un progetto di green economy all'interno del convegno "Ecoinnovation" alla 18esima edizione di Ecomondo, la principale fiera del comparto ecologia-ambiente-rifiuti in Italia, che si terrà come ogni anno a Rimini.

Le due aziende toscane presenteranno il progetto denominato Puman (Portate utenze media annua nera) ovvero una nuova metodologia per la misurazione delle portate della fognatura nera, con l'obiettivo di uniformare la definizione delle priorità degli interventi e degli investimenti necessari al settore della depurazione.

“Attraverso un modello matematico, il progetto Puman – spiegano da Acque - mette in evidenza proprio come sia possibile ottenere una stima affidabile della ripartizione idraulica delle acque reflue tra zone fognate e non-fognate ed una quantificazione in abitanti equivalenti di ogni punto di scarico del sistema, sia esso un impianto di depurazione o uno scarico non depurato”.

Il modello è inoltre flessibile ed esportabile in altre situazioni dove non è possibile procedere ad una misura diretta delle portate nere. In questo senso può essere utilizzato per fornire una mappatura puntuale, anche su scala nazionale, al fine di costituire una base-dati comune per definire i contesti critici e quantificare gli impatti in termini sociali, ambientali ed economici. "Per quanto riguarda l'applicazione del modello nel nostro contesto territoriale, - aggiungono da Acque - il metodo è già stato condiviso con l'autorità idrica toscana e con la regione Toscana".

Il nostro Paese è particolarmente vulnerabile in questo settore. La Direttiva Europea infatti, indica standard estremamente elevati di copertura del servizio per il trattamento delle acque reflue urbane e l'Italia, come noto, è stata più volte inadempiente in materia e per questo oggetto di varie procedure di infrazione, talvolta anche a causa dell'obiettiva difficoltà nel quantificare il carico inquinante afferente nei vari punti di scarico, spesso stimato con criteri non oggettivi e non omogenei.

Del resto, in un contesto di limitatezza delle risorse, gestori del servizio ed enti pubblici o di controllo, sono obbligati più che mai ad un'attenta valutazione degli investimenti economici e della loro programmazione, in modo da massimizzarne l'efficacia. 


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