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lunedì 18 dicembre 2017

Attualità giovedì 07 dicembre 2017 ore 08:15

"Ferma condanna per un gesto ignobile"

Alessandra Nardini

La consigliera regionale Pd Alessandra Nardini condanna il pestaggio degli operai senegalesi. Il commento del Sindacato Generale di Base Pisa

SANTA CROCE SULL'ARNO — "Ci è capitato troppe volte, purtroppo, di leggere di episodi di violenza o caporalato, ma sembra quasi impossibile che accadano anche vicino a noi, in un territorio che siamo abituati a pensare civile e moderno. Il Distretto del Cuoio si caratterizza per operosità, capacità imprenditoriale, qualità delle produzioni e del lavoro, non è ammissibile che si verifichino fatti come quelli che ci hanno descritto nelle ultime ore: ragazzi pestati furiosamente perché chiedevano rispetto e dignità. Faccio mio e rilancio con convinzione l’appello dei Sindaci di Santa Croce e Castelfranco: solidarietà agli operai e ferma condanna rispetto a quanto avvenuto”. Così la consigliera regionale Pd Alessandra Nardini commentando la notizia del pestaggio dei giovani senegalesi avvenuto nei giorni scorsi a Santa Croce sull’Arno.

“Chi soffia sul vento dell’intolleranza e della paura vorrebbe farci credere che la causa della crisi economica e sociale che stiamo attraversando siano gli immigrati – prosegue Nardini –, invece sono proprio questi comportamenti incivili, come anche quello riportato stamani sulla cronaca locale del proprietario del peschereccio livornese che ha costretto un ragazzo a buttarsi in mare perché a suo servizio senza contratto né assicurazione, che dovremmo condannare tutti insieme, non discriminare chi cerca una vita migliore, o semplicemente una vita degna di questo nome".

Condanna anche da parte del Sindacato Generale di Base Pisa: "Ai lavoratori va tutta la nostra solidarietà, certi che questi episodi non sono isolati ma il frutto di quella preopotenza quotidiana che calpesta i diritti acquisiti e considera la forza lavoro una merce da spremere senza alcun rispetto dei contratti, degli orari e della stessa dignità umana. L'occasione - hanno aggiunto - induce a riflettere sul modello toscano perché non solo è in aumento il fenomeno del caporalato (che riguarda per lo più migranti ma non solo loro) ma nelle filiere degli appalti e dei subappalti non esistono diritti elementari come il rispetto di un contratto, di un orario di lavoro, di normative a tutela della salute e sicurezza con buste paga sempre più basse e sovente irregolari".

"La Magistratura appurerà le responsabilità, ci auguriamo che i colpevoli della aggressione squadrista siano severamente perseguiti ma nel frattempo è arrivato il momento di fare i conti con le condizioni di lavoro e di vita in Toscana, nel settore conciario per esempio - nel quale, sostiene il sindacato citando una ricerca - il 30% della forza lavoro è stata assunta con le agenzie interinali, i lavoratori in affitto guadagnano meno, sono utilizzabili a piacimento delle aziende, non sanno neppure di avere , e quasi sempre non lo hanno, un premio di risultato, hanno ben pochi diritti e solo doveri, sono facilmente ricattabili perché ogni loro protesta e rivendicazione potrebbe determinare la perdita del posto e la immediata sostituzione con altra forza lavoro. Dal 2012 al 2014 gli interinali nel distretto di Santa Croce sono raddoppiati e si aggirano attorno a 3500 unità, per più della metà extracomunitari. L'interinale conviene alle aziende e viene accettato dal sindacato come una sorta di male necessario. Ma dal rapporto si evince che quasi metà delle aziende ispezionate sono risultate con alcune irregolarità, spesso gravi, e irregolare era il 20% della forza lavoro. Sono sufficienti questi dati a dimostrare che le condizioni di vita e di lavoro nel distretto conciario sono all'insegna della precarietà, dei bassi salari, dei contratti instabili con sgravi fiscali e contributivi di cui beneficiano le aziende in base a normative di legge che ormai fanno solo gli interessi dei padroni".

"In questo contesto - ha concluso Sgb - va inquadrata la vile aggressione ai danni dei lavoratori denunciata dalla comunità senegalese, con aumento dei lavoratori al nero e di contratti irregolari , con condizioni lavorative e di vita sempre più precarie e insicure. Con queste premesse, episodi come quelli denunciati non sono una eccezione ma stanno diventando fenomeni sempre più diffusi soprattutto laddove dominano subappalti e bassi salari uniti a condizioni lavorative insicure".

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