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mercoledì 26 febbraio 2020

Attualità giovedì 27 novembre 2014 ore 15:39

Olio extra vergine, nuove norme per i ristoratori

​Dal 25 novembre è scattata la nuova normativa. Multe fino a 8mila euro per chi non si adegua



PROVINCIA DI PISA — Una vera e propria rivoluzione per bar, mense, ristoranti e pizzerie. Da martedì 25 novembre è entrata in vigore la nuova legge che prevede l'obbligo del tappo antirabbocco per i contenitori di olio extra vergine di oliva utilizzati in tutti i pubblici esercizi. Obbligo che fa scattare il divieto di utilizzare le tradizionali oliere e che prevede multe fino a ottomila euro per evitare che vengano riempite o allungate con prodotti di cui non è possibile risalire alla provenienza. 

Nelle attività di ristorazione (escludendo gli usi in cucina e nella preparazione dei pasti) l'olio d'oliva vergine deve essere proposto ai consumatori in confezioni provviste di un'etichettatura conforme alla normativa e, soprattutto, di un idoneo dispositivo di chiusura in modo che il contenuto non possa essere modificato senza che la confezione sia aperta o alterata. Previsto anche un sistema di protezione che non ne permetta il riutilizzo dopo aver terminato il contenuto originale indicato sull'etichetta. 

“In sostanza – spiega il direttore di Confesercenti Toscana Nord, Marco Sbrana – tutti gli esercenti saranno tenuti ad utilizzare contenitori monouso o apposite oliere antirabbocco etichettate, pena una sanzione amministrativa che va da mille a ottomila euro. Un provvedimento che va nella direzione della tutela del consumatore, ovviamente da noi condivisa, ma che parte dal presupposto sbagliato ovvero che il ristoratore non abbia la professionalità necessaria per garantire lui in prima persona la qualità dell'olio che prima serviva in tavola. Ristoratore che deve essere considerato alla stregua del consumatore quando acquista l'olio”. 

"La norma è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 10 novembre, con soli quindici giorni di anticipo rispetto all'entrata in vigore - continua Sbrana -. Tutto questo in un clima ancora di incertezza tra i commercianti per l'individuazione dei dispositivi da utilizzare che, pare, non siano ancora in vendita. Siamo ancora una volta di fronte ad una legge giusta nelle sue intenzioni, ma di difficile attuazione. E soprattutto che complica ancora di più la vita dell'operatore la cui professionalità come al solito viene fatta passare in secondo piano”.



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