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domenica 15 settembre 2019

Attualità lunedì 19 agosto 2019 ore 09:23

Italia Nostra contro l'abbattimento dei cinghiali

L'associazione critica la decisione, resa operativa dalla Regione Toscana, che ha fatto scattare la caccia agli ungulati all'interno del Padule



FUCECCHIO — "Come recentemente emerso ed evidenziato anche da parte di altre associazioni ambientaliste (WWF, Amici del Padule, Legambiente) - scrivono da Italia Nostra Valdarno - la Regione Toscana ha autorizzato (senza condivisione preventiva nelle riunioni della Consulta, organo che a nostro avviso poteva e doveva  avere anche una funzione di condivisione collettiva degli aspetti di vita del Padule) la caccia al cinghiale all’interno della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio a decorrere da venerdì 16 agosto.

Se da un lato la nostra associazione non è assolutamente contraria ad interventi di regolazione della fauna degli ungulati (visti i tanti problemi che comportano anche alle culture delle nostre zone) riteniamo che il citato provvedimento, diramato in tempi assai corti e anomali (settimana di Ferragosto), non sia la soluzione più idonea. In particolare, l’aspetto del decreto maggiormente preoccupante è la possibilità di ricorrere all’uso delle armi da fuoco (che sono meno efficaci) quando magari si sarebbe dovuto effettuare attività di cattura mediante trappole (utilizzando gabbie e strumenti similari).

Pare che ciò non sia avvenuto, nonostante la medesima procedura sia presente anche all’interno dello stesso piano regionale per il Controllo del cinghiale nelle riserve naturali della Regione Toscana: infatti il “ricorso allo sparo” all’interno di tali aree è ammesso dalla legge nazionale sulla caccia solo nel caso che sia stata dimostrata l’inefficacia dei mezzi non cruenti..

A nostro avviso infine, la riserva è troppo piccola per permettere l'accesso a gruppi di cacciatori armati che certamente provocherebbero danni e soprattutto disturbo alla fauna. Quindi è certamente preferibile, come gia’accennato, ricorrere alla cattura con trappole.

Confidiamo in un ripensamento in merito da parte della Regione, che dovrebbe essere, in quanto massima autorità istituzionale per la gestione, l’organo primario a dare giuste direttive nel rispetto di questa delicata e importantissima area".



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