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Cronaca lunedì 10 luglio 2017 ore 13:48

Rapinò e picchiò il figlio davanti alla madre

Durante una rapina a dicembre, l'uomo aveva agito con altri complici a volto scoperto. E' stato riconosciuto da una foto segnaletica



FUCECCHIO — I carabinieri di Fucecchio hanno arrestato per rapina in abitazione A.B., albanese di 30 anni, residente nel Pistoiese, ma di fatto senza fissa dimora.

L'uomo è pregiudicato per reati contro il patrimonio, per traffico di stupefacenti e possesso di armi. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Tribunale di Firenze a conclusione delle indagini svolte dai carabinieri.

Il 30enne si trova nel carcere di Prato dove era già detenuto per un'altro reato

I fatti in questione invece risalgono allo scorso dicembre quando a Fucecchio, in via Giusti, tre soggetti si erano introdotti nell’abitazione di un’anziana ed erano stati sorpresi dalla proprietaria e dal figlio, mentre stavano forzando la cassaforte per sottrarre oro e contanti

I ladri, hanno spiegato i militari, per guadagnarsi la fuga avevano spinto e poi colpito con un pugno e un calcio l’uomo mentre l’anziana madre, presa dal panico, era inciampata in un cavo cadendo a terra. 

I carabinieri si sono messi alla ricerca dei rapinatori e nei giorni successivi hanno battuto le strade cittadine alla ricerca dei soggetti che potessero essere compatibili con la descrizione rilasciata dalle vittime.

In particolar modo il figlio aveva visto molto bene in faccia uno dei tre aggressori che avevano agito a volto scoperto. Pochi giorni dopo, durante un servizio perlustrativo, una pattuglia aveva identificato A.B. che girovagava in una delle frazioni del territorio fucecchiese e la sua fotografia era stata inserita negli album da far visionare alle vittime e ai testimoni di questo tipo di reati. L’aggredito aveva immediatamente riconosciuto senza ombra di dubbio, l’albanese in uno dei suoi aggressori. I militari dopo aver ricostruito i fatti avevano quindi informato la Procura della Repubblica che aveva richiesto e ottenuto la misura cautelare in carcere per l’albanese in considerazione della gravità del fatto, dei precedenti del soggetto che, in passato, era stato anche espulso dal territorio nazionale. L’arrestato quindi resta tuttora in carcere a Prato a disposizione dell’autorità giudiziaria.


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