Politica lunedì 19 maggio 2014 ore 09:27
Cava di Bucciano, M5S: "L'amministrazione è stata incompetente"

Grillini denunciano "l'incompetenza nel governo del territorio da parte dell'amministrazione di San Miniato" e chiedono chiarezza sulle responsabilità
SAN MINIATO — Il Movimento 5 Stelle torna a parlare della nuova cava di Bucciano, e lo fa puntando il dito contro l'operato dell'amministrazione Gabbanini. "Nel 2011 la Provincia approva un atto di
pianificazione settoriale attraverso il quale si individuano nuove aree
da
destinare ad escavazione per estrazione di inerti - spiegano i grillini -. Con sommo stupore
dei cittadini sanminiatesi, tra le aree
individuate dalla provincia come siti per nuove cave, anche
l’incontaminata
valle del Chiecina, territorio selvaggio in cui si conservano habitat naturali tra i più rilevanti dell’intero territorio
collinare
posto a sud dell’Arno, come individuò anche il Comune nel proprio regolamento urbanistico".
"Com'è possibile che un territorio da preservare per le
generazioni future possa venire depauperato dopo decisioni prese 'dall'alto' senza che il Comune possa far niente o quanto meno interferire
nella decisione? - prosegue la nota del Movimento 5 Stelle -. In realtà la normativa vigente impone che l'atto sia
sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.), e prevede la partecipazione di tutti i
soggetti interessati (pubblici e privati) all'area individuata come sito per le
cave. Si concretizza in un confronto diretto che prende il nome di 'conferenza
dei servizi' durante il quale tutti gli aventi causa possono entrare nel merito
delle scelte proposte dal piano".
"La conferenza venne tenuta il 7
marzo 2011, quattro mesi prima dell’approvazione dell'atto e parteciparono
anche rappresentanti del Comune di San Miniato - prosegue la nota -. A fronte della sconcertante
individuazione della valle del Chiecina come sito per cave (una in località
Bucciano ed altre tre ricadenti nel comune di Palaia) i rappresentanti dell’amministrazione
fecero esclusivamente l’invito a riesaminare
l’interferenza del sito di Bucciano con la distribuzione delle aree
tartufigene. Inoltre invitavano a considerare i problemi di viabilità di
accesso alle nuove aree di cava".
"Sia i
toni, sia i contenuti della timida richiesta dell'amministrazione furono completamente sbagliati,
come rilevato anche da una successiva sentenza del T.A.R. (5/7/2013) in cui si
lamenta 'la falsa applicazione delle leggi regionali 50/1995, 1/2005 e del
relativo regolamento 48/2003 perché vengono confusi due concetti che non sono
coincidenti e cioè quello di “area geografica di raccolta del tartufo”, che
ricomprende anche la proprietà del ricorrente, e quello di “area di effettiva
produzione del tartufo”' - continuano i grillini -. Inoltre è
inaudito che per un’area da proteggere e quindi soggetta a vincoli
paesaggistici e forestali, il Comune di San Miniato 'inviti solo a considerare'
invece di fare come hanno fatto altri comuni (Peccioli, Casciana Terme, Lari
o Chianni) in cui la richiesta perentoria è stata quella di stralciare le cave
dal piano perché aggravano la risorsa essenziale paesaggistica!".
"Sebbene anche la protezione dell’intero settore tartufigeno meriti degna
considerazione, il Comune ha tralasciato
di rappresentare quello che avrebbe dovuto essere il principale motivo ostativo
al sorgere delle cave: la tutela ambientale e paesaggistica dell’intera area - continua ancora la nota -. Il Comune di San Miniato riceverà un danno paesaggistico
e ambientale anche dalle cave limitrofe che sorgeranno nel confinante
territorio di Palaia poiché il belvedere che è attualmente possibile ammirare
da Bucciano diventerà un amaro ricordo se verrà dato il via alle cave. Appare del tutto inutile, se non addirittura
strumentale, che a posteriori il sindaco di San Miniato firmi petizioni
popolari contro l’apertura dei siti di cave, quando invece non ha usato gli
strumenti normativi per impedirlo, dando un chiaro esempio di cattiva
amministrazione".
E conclude: "Il Movimento 5 Stelle San Miniato, a tutela dei cittadini e del bene pubblico, intende denunciare questa cattiva amministrazione ad ogni livello istituzionale consentito fino, se necessario, a richiedere l’intervento della figura del 'mediatore europeo' finanche alla Corte di Giustizia europea".
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