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martedì 31 maggio 2016

Attualità domenica 31 gennaio 2016 ore 17:25

Il culto di Sant'Eurosia, ricordando don Luciano

Don Luciano Marrucci durante una delle processioni per Sant’Eurosia davanti alla Chiesa di Corazzano

Ricordi e bellissime foto di don Marrucci durante la presentazione del libro "Da Jaca a Corazzano. Il culto di Sant’Eurosia patrona delle campagne"

SAN MINIATO — Affollatissima la presentazione del libro di don Francesco Ricciarelli, al Circolo Cheli di San Miniato. Un pomeriggio intenso e pieno di interesse, questo che ha visto discusso Da Jaca a Corazzano. Il culto di Sant’Eurosia patrona delle campagne. 

Un volume importante su questa santa delle campagne, ma anche su quello che è stato il suo riscopritore, cioè don Luciano Marrucci, per tanti anni prete di Corazzano e Moriolo, dove la santa spagnola è ancora veneratissima.

Sabato 30 gennaio si è tenuta la serata a cura di Luca Macchi e Andrea Mancini. C’erano editore e autore, e c’era la professoressa Anna Padoa Rizzo, storica dell’arte dell’Università di Firenze, che ha raccontato con grande competenza, i culti e l’iconografia soprattutto delle sante delle nostre campagne, da Santa Verdiana di Castelfiorentino alla Betata Diana di Santa Maria a Monte, fino appunto a Sant’Eurosia. C’era anche Daniele Alaima, il fotografo che per molti anni ha seguito don Luciano nelle processioni che si sono tenute per le strade di Corazzano.

Le immagini che Alamia ha fatto vedere, in un efficace montaggio, hanno raccontato più di ogni parola la straordinaria intensità di un evento come questo. Le immagini, moltissime e sapientemente messe in fila, mostravano, con il loro bellissimo bianco e nero, tanto di più rispetto alle parole.

Soprattutto le foto in cui si vedevano, come negli affreschi di Masaccio, i volti antichi degli anziani, ma anche quelle dei più giovani, dei bambini, e soprattutto quelle dei sacerdoti, in particolare di don Ricciarelli, di un sacerdote dalla pelle scura, con in mano la reliquia di sant’Eurosia, fino a quelle – davvero commoventi – di don Marrucci.

Proprio don Marrucci è stato il filo conduttore della serata, il suo cammino di sacerdote e la sua figura di poeta, pubblicato da importanti case editrici, come Mondadori o Einaudi e Scheiwiller, sono stati il filo conduttore di tutti gli interventi, a partire da quello di Andrea Mancini che ha parlato “della intransigenza intellettuale di questo grande intellettuale”.

"San Miniato – ha detto Mancini – con don Luciano ha perso una personalità tra le più importanti del Novecento, potremmo avvicinarlo solo al pittore che negli anni Cinquanta ha splendidamente affrescato le sale del Circolo Cheli, sto naturalmente parlando di Dilvo Lotti. Si tratta di uomini e anche di donne, si pensi ad esempio a Giuseppina Gazzarrini, la moglie di Dilvo o alla professoressa Anna Matteoli, recentemente scomparse, con cui San Miniato ha un debito di gratitudine che difficilmente riusciremo ad estinguere”.

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