Cronaca

Lega, "Case minime, ancora tutto fermo"

"Dopo mesi i sacchi bianchi contenenti le macerie delle case minime sono ancora accanto all’asilo di Isola e nessuna informazione è stata data"

La sezione sanminiatese della Lega è tornata a parlare del caso delle "Case minime", gli alloggi costruiti dopo l'alluvione del 66 e attualmente in stato di abbandono, nella frazione di Ponte a Elsa. 

"Per lunghi anni i cittadini di Isola e Ponte a Elsa hanno dovuto sopportare il degrado delle cosiddette “case minime” costruite dopo l’alluvione del 1966 da decenni abbandonate nel degrado più assoluto - dichiarano - Più volte sono state date assicurazioni dal Comune per la risoluzione del problema igienico sanitario ingigantito dalla vicinanza dei ruderi a civili abitazioni e addirittura ad un asilo. Nell’estate del 2025, dopo decenni di incuria, il Comune di San Miniato ha provveduto ad una iniziale “sistemazione” dei ruderi presenti nella frazione di Isola, imballandoli in grossi sacchi in attesa di smaltimento".

I risultati delle analisi condotte da Arpat sui materiali imballati non sono ancora stati resi noti, conclude il partito di opposizione: "Nella riunione della Consulta di Isola  Ponte a Elsa tenutasi nel dicembre scorso l’amministrazione comunale aveva dato assicurazione che a breve avrebbe fatto conoscere i risultati delle analisi Arpat sui materiali di demolizione delle case minime; ma dopo mesi i sacchi bianchi contenenti le macerie delle case minime sono ancora accanto all’asilo di Isola e nessuna informazione è stata data in merito ai risultati delle analisi che avrebbero dovuto chiarire la natura dei materiali componenti le case minime. Il Comune anche in questa occasione sta confermando la sua storica latitanza dai doveri, non fornendo soluzioni ai problemi né rispettando gli impegni assunti".