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mercoledì 27 luglio 2016

Attualità domenica 21 febbraio 2016 ore 13:30

Amianto nei tubi, diffida per il sindaco

L'atto arriva dall'Unione Inquilini nei confronti del primo cittadino Deidda

SANTA CROCE — Un diffida al sindaco Deidda e all'amministrazione comunale di Santa Croce a sostituire entro quindici giorni le tubature in cemento-amianto presenti nell'acquedotto. E' questa l'azione messa in atto di recente da Luca Scarselli e dall'Unione Inquilini del Valdarno inferiore.

"Si rende noto - scrive in una nota stampa Scarselli - come siamo venuti a conoscenza del fatto che seppur presenti tubazioni di cemento–amianto a Santa Croce sull'Arno (ben 31 chilometri su 85), per almeno venti anni nessuno ha mai fatto analisi per appurare la presenza di fibre amianto e dalle uniche svolte nel 2014-2015 almeno in un caso sia risultata la presenza delle suddette. Non solo, si segnala come recentemente le associazioni Isde e Medicina Democratica abbiano sostenuto che 'inalazione e ingestione sono le principali vie di esposizione' e che 'Esposizione attraverso la dieta. La popolazione generale può essere esposta all'amianto attraverso l' cqua potabile. L'amianto può entrare nelle forniture di acqua potabile attraverso l'erosione dei depositi naturali o la lisciviazione da amianto dei rifiuti in discarica, dal deterioramento dei tubi di cemento contenenti amianto utilizzati per il trasporto di acqua potabile o per il filtraggio delle risorse idriche attraverso filtri contenenti amianto".

"Oltretutto - ha aggiunto Scarselli -, la stessa Asl 11 concorda sulla necessità di sostituire le suddette tubature. Di conseguenza, si rende noto come oggi il comune di Santa Croce sull'Arno è stato diffidato, a tutti gli effetti di legge, a iniziare la sostituzione delle suddette tubature entro quindici giorni. Tutto ciò per tutelare la salute dei cittadini da un pericolo che potrebbe apparire anche solo potenziale. Infatti, si deve ricordare a tutti come in Italia valga il principio di precauzione che impone nelle decisioni delle autorità pubbliche, anche nel caso di incertezza scientifica, di prediligere la decisione che maggiormente tutela il diritto alla salute ed al rispetto dell'ambiente".

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