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venerdì 26 agosto 2016

Spettacoli martedì 09 febbraio 2016 ore 08:00

Tre maestri del teatro sul palco del Pacini

Gianrico Tedeschi, Ugo Pagliai e Franco Branciaroli portano in scena stasera a Fucecchio lo spettacolo "Dipartita finale"

FUCECCHIO — Franco Branciaroli, classe 1947, chiama a raccolta per stasera sul palco del Pacini tre generazioni di attori che appartengono alla storia del teatro italiano come Gianrico Tedeschi (95 anni), Ugo Pagliai (78) e Maurizio Donadoni (57), per raccontare tra Beckett e Bernhard, ma anche tra Amici miei e Totò, un mondo affossato nell’assenza di valori.

L'appuntamento con la Dipartita finale è per stasera alle 21,30 al Nuovo Teatro Pacini.

I tre in scena danno vita a tre clochard, Pol, Pot e il Supino. Sono resti di un’umanità in attesa, accampati lungo un fiume – forse il Tevere – senza ulteriori determinazioni di tempo o di spazio: Pol possiede un giaciglio sfatto, su cui sonnecchia tutto il giorno. Pot, che non dorme mai, incredibilmente gli obbedisce, subisce le sue vessazioni e non riesce a distaccarsi da lui. Ne sarà innamorato? Il Supino, che si immagina immortale, non ha dialogo con altri che con Pot che forse è l’unico a capirlo davvero.

Il destino ed il bisogno li hanno riuniti su quell’umida riva, dove attendono una qualche fine e rimuginano sulla loro esistenza, e dove di tanto in tanto va a fare loro visita – non si capisce se per minacciare o solo per trovare un posto dove riposare – la Morte, un insolito Branciaroli che si esprime come Toto.

Il fine metafisico, quello di un mondo affossato nell’assenza di valori e che affida la propria longevita alla scienza, in assenza di una fede nell’immortalita, èperseguito con strumenti irresistibilmente divertenti.

"È una parodia, un western, un gioco da ubriachi sulla condizione umana dei nostri tempi – spiega Branciaroli – con tre barboni che giacciono in una baracca sulle rive di un fiume, forse del Tevere, e con la morte, nei panni di Toto menagramo, che li va a trovare impugnando la falce".

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