I dati spesso non raccontano tutto, ma fotografano senz'altro una situazione, quella del commercio, che è tutt'altro che positiva. Un trend nazionale, viene ripetuto, che si riversa immancabilmente in praticamente tutte le province italiane. Compresa la provincia di Pisa, messa sotto la lente d'ingrandimento da Confesercenti.
Dal 2019 al 2025, nel Pisano sono state perse oltre 1.200 attività, con un crollo di quasi il 19% sul totale. Un dato leggermente migliore di quello nazionale, dove nel medesimo periodo si sono perse 111mila attività - dalla vendita al dettaglio al commercio ambulante - per una perdita di oltre il 22%. Ma resta comunque un dato negativo, che non migliora affatto nel 2026, ancora da concludere.
"I numeri non sono positivi, in Italia come nella nostra provincia - ha spiegato Claudio Del Sarto, referente di Confesercenti per Valdera e Cuoio - basti pensare che in tutto il Paese, queste chiusure significano 16 miliardi di euro di ricchezza sottratta al territorio. Non possiamo far altro che rivolgerci al Governo per adottare misure che intervengano su questa emergenza: non devo in alcun modo difendere le amministrazioni comunali, ma nessun Comune ha modo di intervenire per cambiare davvero la situazione".
Per questo, proprio da Confesercenti è partita la proposta di legge di iniziativa popolare per chiedere un intervento del Governo sul commercio, con l'obiettivo di sostenere i piccoli negozi di vicinato e fermare la desertificazione commerciale. "Occorrono 50mila firme - ha aggiunto Del Sarto - chiunque, purché maggiorenne, può sottoscrivere l'appello, anche in maniera digitale".
Inevitabile, poi, tirare in ballo il commercio online, sempre più pervasivo a discapito delle attività locali. "Per 100 euro spesi nelle attività commerciali fisiche, 70 restano sul territorio - ha spiegato - su 100 euro spesi online, non si fa altro che delocalizzare. Su questo non abbiamo bacchette magiche e, purtroppo, le proposte spesso sono parole vuote. Servono azioni vere, non solo titoli di giornale".
"Dobbiamo capire che oltre ai dati ci sono perdita di ricchezza e di posti di lavoro - ha specificato - per questo chiediamo al Governo di applicare Zone economiche speciali di prossimità, per aiutare le zone di provincia, i paesi e i borghi a non svuotarsi. Occorrono incentivi e agevolazioni fiscali per non far sì che ci siano piazze e strade vuote".
"Le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti - ha concluso Alessandro Puccinelli, assessore al Commercio del Comune di Pontedera - il problema va oltre i singoli comuni e diventa complicato gestirlo esclusivamente in ambito comunale. La pandemia ha cambiato le regole e le abitudini di moltissimi: l'online esiste e non possiamo cancellarlo. Certo è che possiamo dare a tutti gli stessi strumenti per una sana concorrenza: se l'attività commerciale del territorio viene tassata molto e i grandi portali del commercio online no, si tratta di una sfida impari".