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Riapre la strada provinciale Francesca

Dal 13 Marzo si potrà percorrere a senso unico alternato. Il presidente della Provincia: "Abbiamo chiesto a Governo e Regione possibilità di ristori"

La strada provinciale Francesca e il fronte della frana

Conta alla rovescia per la riapertura della Strada provinciale Francesca, chiusa dal 9 Febbraio dopo una frana all'altezza della cava nelle vicinanze del ponte alla Navetta, tra Santa Maria a Monte e Calcinaia, che aveva reso inagibile la zona. Il ritorno alla normalità, o quasi, è previsto per il 13 Marzo.

Quasi, appunto, perché si potrà intanto procedere con il senso unico alternato. "In questi giorni - ha detto il presidente della Provincia Massimiliano Angori - i tecnici continuano a essere al lavoro per le fasi di dragaggio e ancora con la messa in sicurezza del fronte di frana con la rimozione del terreno instabile che sta risultando particolarmente complessa, tanto che in questi ultimi giorni è stata registrato un nuovo movimento franoso che è andato ad aggiungersi al primo". Un'emergenza sull'emergenza insomma per sistemare dissesti causati dall'instabilità del terreno.

E poi il capitolo dei sostegni economici e dei ristori per chi ha subito disagi, anche economici, dal blocco della viabilità. "Nei giorni trascorsi inoltre, pur non essendo delle Province la competenza della gestione del supporto specifico per le attività produttive ubicate sulla viabilità interrotta, bene ricordarlo a chi continua, forse strumentalizzando la questione, a non volerlo capire come già era accaduto per il ponte della Botte, ci siamo fatti carico - ha aggiunto Angori - di alcune sollecitazioni provenienti dal territorio chiedendo sia al Governo sia alla Regione Toscana la messa a disposizione di alcune forme di ristoro per le attività che oggettivamente dimostrino dei mancati incassi dovuti al perdurare di questa situazione".

Da una stima effettuata dai tecnici della Provincia occorrerebbero circa 500mila di euro per l'intera operazione. "Ciò a fronte delle recenti decisioni governative, che tendono a usare le Province come bancomat, a cominciare dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che cerca sempre più di rendere complicata la macchina dei finanziamenti a disposizione dei nostri enti - ha concluso - mettendo in difficoltà ulteriormente la pianificazione di quelle opere di manutenzione necessaria in termini di viabilità che ogni giorno, tuttavia, sono sotto gli occhi di tutti: comunità, imprese e cittadini".