Spettacoli

Il Salvador di Marianella e Oscar Romero in scena a San Miniato

Al dramma popolare la storia di una donna cattolica che ha lottato contro il regime militare del suo paese e per la difesa dei diritti umani

Questa sera in scena all'auditorium San Martino, hotel San Miniato "Semillas, il Salvador di Marianella e Oscar Romeo". Con la regia di Agostino Cerrai e Silvia Pagnin e con Luisa Z. Donati. Musiche di Stefano Perfetti.

Il 13 marzo 1983 nella scuola militare di san Salvador moriva, uccisa a 34 anni dai militari del regime, Marianella Garcia Villas, avvocato, presidente della Commissione per i diritti civili nel Salvador.

Nel suo racconto la storia personale si intreccia con quella di un altro martire salvadoregno, l'Arcivescovo Romero, assassinato sull'altare il 24 marzo 1980 mentre inizia il rito dell'offertorio dicendo "possa questo sangue divenire seme di giustizia e di pace" e dopo aver appena commentato la frase evangelica "se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto".
Di Romero,"ucciso perché fatto popolo" (Turoldo), Marianella fu stretta collaboratrice e con lui condivise un'azione sociale e politica con profonde radici nel Vangelo che Marianella definiva un "grande progetto di liberazione".
Come Antigone, Marianella antepone sempre la coscienza ad ogni legge umana, spesso iniqua, e sceglie una lotta feroce ma non violenta, con la voce e con la penna, che si confronta con un diverso modo di combattere, quello delle armi, scelto tra gli altri dall'amica Lil Milagros.
"Non ci importa se ci chiamano sovversivi, traditori della patria; non ci importano gli arresti e le vessazioni che abbiamo patito per difendere i prigionieri politici. (...) Continuiamo a lottare con la voce e con la penna, e con il pensiero certo angosciante che possa arrivare la morte."