La crisi dell'intero settore industriale della concia, dell'alta moda e del calzaturiero sotto la lente d'ingrandimento. In questo contesto, l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Francesco Torselli ha compiuto una visita istituzionale nel Comprensorio del Cuoio per ascoltare e sostenere i lavoratori della filiera conciaria e calzaturiera. In particolare, la visita di Torselli ha avuto come focus la crisi che sta colpendo il mondo dell'alta moda, affermando la necessità di "sburocratizzare e semplicificare".
“Ho dedicato la giornata al Distretto del Cuoio e del Calzaturiero visitando alcune aziende della filiera, un pilastro dell’economia toscana e un’eccellenza riconosciuta che dà lavoro a migliaia di famiglie e contribuisce in modo determinante all’export regionale - ha dichiarato - È dovere di chi rappresenta le istituzioni essere qui, ascoltare e sostenere chi produce qualità”.
“Il comparto sta pagando la crisi del settore moda e lusso, frutto di dinamiche internazionali e di scelte che affondano le radici negli ultimi vent’anni, non certo responsabilità di imprenditori e lavoratori che operano con eccellenza riconosciuta nel mondo. Dal territorio arriva un messaggio chiaro: sburocratizzare e semplificare. Nessuno chiede meno regole, ma regole più semplici, chiare e applicabili. Un’Europa che accompagni, non che ostacoli - continua l'eurodeputato - In quest’ottica, però, è necessaria una revisione del regolamento Deforestation Zero: obiettivi potenzialmente condivisibili, ma strumenti e applicazione devono tenere conto delle specificità di un distretto come questo. Chiederò che il testo venga riaperto e modificato per escludere la pelle dalle materie prime regolamentate, così da tutelare una filiera che è già modello di organizzazione e controllo dei processi.
"Troppo spesso negli ultimi dieci anni, scelte ideologiche hanno penalizzato comparti produttivi europei, favorendo chi produce altrove senza rispettare le nostre stesse regole. Oggi l’Europa deve tornare competitiva, guardando a testa alta i propri competitor globali e anche grazie all’azione del Governo italiano in sede di Consiglio, si sta aprendo una fase più attenta alla tutela dei nostri sistemi produttivi - conclude - L’Unione Europea può essere un’opportunità concreta per le aziende: parliamo di circa 5 miliardi di investimenti diretti e di un potenziale risparmio fino a 170 miliardi grazie alla digitalizzazione per le PMI. Il nostro compito è avvicinare le imprese ai bandi europei e garantire un’interlocuzione costante tra territorio e istituzioni di Bruxelles”.