In occasione del Giorno del Ricordo, l’amministrazione comunale di Santa Croce sull'Arno ha rinnovato la memoria della tragedia delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, onorando le migliaia di italiani che persero la vita o furono costretti a lasciare le proprie terre al confine orientale nel secondo dopoguerra.
La cerimonia si è svolta al giardino vittime delle Foibe, all’angolo tra via XI Febbraio e via Salvemini, dove il sindaco e i rappresentanti istituzionali hanno deposto una corona d’alloro in omaggio ai martiri.
Il sindaco Roberto Giannoni è intervenuto nell’occasione citando il racconto del maresciallo di terza classe dei vigili del fuoco Arnaldo Harzarich, che nell'ottobre del 1943, subito dopo la prima invasione dei partigiani comunisti di Tito, fu incaricato di visitare alcune foibe in cui si sapeva o si supponeva fossero state gettate centinaia di persone, portate via dai titini e mai tornate a casa. “Le vittime hanno i polsi fissati da filo di ferro… sempre stretto (fino a spezzare il polso) con pinza o tenaglia. Molte salme sono accoppiate mediante legatura, sempre da filo di ferro, nei due avambracci. Da notare che dei due disgraziati sempre soltanto uno presenta segni di colpi d’arma da fuoco. Il che fa supporre - ha continuato a citare il sindaco Giannoni - che il colpito si sia trascinato dietro il compagno ancora vivo. Alcune salme colpite da arma da fuoco con penetrazione di proiettili schiacciati nelle pareti della foiba fanno pensare che i partigiani jugoslavi, appostati sugli orli della foiba, si divertissero a sparare coi mitra, dietro ai precipitati”.
L'area verde, intitolata nel 2025 proprio per offrire alla cittadinanza un luogo fisico di riflessione, è diventata il simbolo dell'impegno della comunità santacrocese nel conservare e rinnovare la memoria storica di queste vicende drammatiche.
“Celebrare oggi questa ricorrenza significa ribadire che non esistono vittime di serie A e di serie B: ogni sofferenza merita pari dignità e memoria - ha ricordato l'assessore alla memoria Simone Balsanti - la tragedia delle Foibe ci costringe a riflettere sulla mostruosità delle dittature di qualsiasi colore; il totalitarismo, indipendentemente dall'ideologia, produce sempre lo stesso tragico risultato: la negazione dell'umanità".
Le celebrazioni non si esauriscono nella giornata odierna. L'Amministrazione ha infatti programmato per martedì 17 Febbraio alle 10, al Teatro Comunale Verdi, lo spettacolo teatrale "Il sentiero del padre" per la regia di Franco Palmieri. L'opera di e con Davide Giandrini è rivolta specificamente alle scuole del territorio, proponendo un viaggio tra i segreti delle foibe carsiche attraverso il linguaggio dell'arte, per sensibilizzare gli studenti su una pagina di storia a lungo dimenticata.