Si riaccende lo storico confronto tra due cantautori della storia italiana: Don Backy e Mogol, sulla paternità de “L’immensità”. A riaprire la questione è stato l’86enne cantautore di Santa Croce sull’Arno, che con una lettera pubblica ha rivendicato la paternità del testo della canzone, il giorno dopo la celebrazione di Mogol al Festival di Sanremo.
Durante l’omaggio, “L’immensità” è stata citata come opera di Mogol. Una ricostruzione che Don Backy contesta con decisione, come diichiiarato da Il Tirreno. "Ho scritto testo e musica nell’ottobre 1966 e conservo la documentazione autografa originale", afferma. Secondo la sua versione, Mogol avrebbe modificato soltanto tre parole del testo sostituendo “Ed in quel fiore troverai felicità” con “Una farfalla volerà” – diventando così co-titolare del brano.
Il cantautore del Cuoio lamenta di non essere stato menzionato nemmeno come co-autore durante la celebrazione sanremese, definendo la mancata citazione "non giusta né elegante".
“L’immensità” fu presentata al Festival di Sanremo nel gennaio 1967 in doppia esecuzione da Don Backy e Johnny Dorelli. Si classificò nona, ma divenne rapidamente un successo, entrando nella storia della canzone italiana. A distanza di quasi sessant’anni, la disputa tra due protagonisti della musica italiana torna così al centro del dibattito, riaprendo una ferita mai del tutto rimarginata.